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giovedì 9 agosto 2012



martedì 7 agosto 2012

Dal 5 al 7 ottobre a Reggio Emilia si terranno gli Stati Generali della Bicicletta e della mobilità nuova, un evento organizzato da #salvaiciclisti, FIAB, Legambiente e dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Lo scopo di questo evento sarà il rafforzamento delle posizioni di tutti i portatori di interessi che si occupano di mobilità urbana leggera e alternativa all’automobile per la realizzazi
one di un vademecum ad uso e consumo di amministratori nazionali e locali per rendere l’Italia un paese maggiormente a misura di bicicletta. Saranno invitati a partecipare agli Stati Generali anche tutte le associazioni e soggetti pubblici e privati che si occupano di tematiche correlate alla mobilità urbana.

I lavori saranno suddivisi in 5 gruppi che avranno il compito di individuare gli interventi necessari alla facilitazione dell’uso della bicicletta, ordinandoli per priorità e per rapidità di implementazione. In questo modo, ciascuno dei gruppi di lavoro genererà delle raccomandazioni riguardo alle iniziative da mettere in campo nel breve (subito), medio e nel lungo periodo.

Di seguito, le tematiche dei gruppi di lavoro e rispettivi riguarderanno le seguenti tematiche:

GRUPPO DI LAVORO Normativa Modifiche
TEMI Codice della Strada e altre norme correlate

GRUPPO DI LAVORO Organizzazione mobilità urbana
TEMI Moderazione del traffico, Zone 30, sicurezza

GRUPPO DI LAVORO Investimenti, incentivi, disincentivi e governance
TEMI Allocazione risorse, ufficio nazionale

GRUPPO DI LAVORO Cultura, educazione
TEMI Formazione, informazione, comunicazione, Educazione (obiettivo: far crescere l’opinione pubblica sul tema)

GRUPPO DI LAVORO Reti ciclabili
TEMI Rete ciclabile nazionale e reti locali

Per la buona riuscita degli Stati Generali, ciascun gruppo dovrà essere composto in modo più eterogeneo possibile e sarà formato tanto da specialisti della materia, quanto da semplici appassionati e curiosi. In quanto #salvaiciclisti, dobbiamo assicurare la partecipazione di almeno uno di noi a ciascuno dei gruppi di lavoro.

Quindi, se non avete impegni per il primo weekend di ottobre, se volete contribuire a cambiare le nostre città, se siete interessati a uno dei temi presentati, ma soprattutto avete tempo e voglia per partecipare alle fasi di preparazione dell’evento, mandate una mail a statigenerali@salvaiciclisti.it indicando il gruppo di lavoro scelto e le vostre (eventuali) competenze in materia, SALVA I CICLISTI sarà più che felici di coinvolgervi.

venerdì 3 agosto 2012


SCUSAMI CARA

C’è una categoria di persone alla quale noi ciclisti, specie se ciclisti sportivi  del sopra valutato sesso forte dovremmo sempre riconoscere la nostra gratitudine.


Le nostre fidanzate e mogli, che non condividono e CON TANTA PAZIENZA sopportano

Capita, a volte, di sacrificare il tempo da dedicare alla nostra dolce compagna, in nome della bici
Anche con la più tollerante delle compagne, serve una scusa che giustifichi il nostro ritardo
Che fare ?

Le butto lì:

-Ho dovuto aspettare ***** che non sapeva la strada 
(sostituire “*****” con il nome di un amico che lei NON CONOSCE)

Sono andato forte, ma talmente forte che in cima alla salita mi hanno fatto la premiazione con spumante e Miss 
(forse per la Miss è meglio omettere, non si sa mai J )

Ho forato 3 volte
(più credibile se ci si presenta con camera d’aria forata attorno al petto in stile Bartali/Coppi)

***** è caduto alla prima curva e ho dovuto soccorrerlo 
(sostituire “*****” con il nome di un amico che lei NON CONOSCE)

Mi sono perso in una landa sperduta...
(variante “ Il GPS mi ha fatto sbagliare strada” per i più tecnologici)

Ho trovato TUTTI i semafori rossi, le auto in doppia fila, la strada rovinata, le cavallette, l’alluvione etc..
(in perfetto stile Blues Brothers.)

Una volta in cima alla salita sono sceso dal versante sbagliato e sono dovuto risalire
(con invettiva agli ingannevoli cartelli stradali, ai soldi spesi male dalle amministrazioni etc…)

Nota per tutte le fidanzate e mogli (compresa la mia) che leggeranno queste righe:
Non potremmo mai fare a meno del vostro supporto , della vostra pazienza e non ci sogneremo mai di raccontarvi bugie.

Se arriviamo a casa in ritardo, non è per colpa nostra ma di *****! 
Come diavolo si chiama... :-) 

mercoledì 1 agosto 2012


God save the bike…

Di Roberto Babini (Cicloguidelugo) www.racine.ra.it/cicloguidelugo cicloguide@racine.ra.it

Dopo tanto pellegrinare per varie città e nazioni, a pretesto l’olimpiade, abbiamo voluto toccare con mano, pardon con ruote, la capitale di uno dei più famosi imperi del mondo, l’impero Britannico.
La capitale di cui parliamo è quindi “la city” di Londra, una città presa a metro e riferimento per secoli dal mondo occidentale come parametro di cultura e tradizione,
Un’estensione molto ampia, 977 kmq, dovuta anche all’abitudine tutta inglese di non costruire molto in altezza, con molte ed interessanti cose da vedere.
Viaggiare nel centro di Londra è piuttosto facile grazie alla presenza dei mitici autobus a due piani ed alla rete della metropolitana, che qui chiamano “Tube”.
Senza peraltro scordare i pittoreschi taxi londinesi…

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Londra in bicicletta

martedì 31 luglio 2012

Con l'augurio che siano per tutti
BUONE FERIE
Lo so, non c'entra nulla con la bici.
Dati i tempi, una parentesi sui modi di dire può interessare, almeno credo.

Si dice "essere in bolletta"
Questo modo di dire, significa essenzialmente essere senza possibilità economiche.
Ma da dove nasce questo modo di dire ?
Il termine "bolletta" deriva dalle bolle, ovvero i documenti ufficiali diramati dagli uffici pubblici nei quali erano apposti i sigilli in ceralacca impressa.
Questi documenti venivano pubblicamente esposti nelle città come lista ufficiale (la bolla) dei debitori.
Far parte della bolla significava appunto "essere in bolletta" vale a dire essere in questi famigerati elenchi, quindi non poter nascondere la propria condizione d'insolvenza o fallimento.
La cosa strana oggi è che, mentre noi si cerca di far due conti e far quadrare il bilancio, i grandi evasori e debitori passano (di solito) per grandi economisti e finanzieri.
Mha... meglio pedalare.
Saluti a tutti.

lunedì 30 luglio 2012


Una pedalata fuori porta


Città e paesi che si svuotano, il popolo dei vacanzieri sale sull’auto per formare code infinite in direzione del litorale, la calura imperante con i clacson a perforarci i timpani.
Perché allora non abbandonare l’auto nel garage e dedicare una giornata alla gita in bicicletta per un giro in totale relax, magari una sosta per il gelato, un’occasione per la pedalata alla scoperta del territorio che ci “ruota”attorno.
Tante, davvero tante le opportunità per effettuare una gita fuori porta scegliendo in base alle proprie curiosità e necessità, alla propria inventiva…
Già da tempo l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha presentato una guida composta da sette itinerari, per tutti i gusti e di diverso chilometraggio, attraverso le campagne ed i luoghi più suggestivi dell’area attorno a Bagnacavallo e non solo.
Filo conduttore la scoperta del territorio e dei suoi prodotto enogastronomici, con particolare attenzione alla campagna, agli edifici d’interesse storico-artistico, alle aree di profilo ambientale e naturalistico.
La giusta occasione per approfondire una di questa idee per la vostra pedalata, le terre del Passatore.

Ecco una parte puramente descrittiva dell’itinerario che potete ritagliare, conservare e portare con voi, troverete spazi di approfondimento e notizie su alcune cose da vedere nei successivi box informativi.
Punto di partenza e di arrivo Bagnacavallo
Lunghezza totale : Km 27
Dislivello : nessuno
Difficoltà : alcuni tratti sterrati ed alcuni saliscendi dagli argini.

Punto di partenza di questa pedalata è la città di Bagnacavallo, per la precisione Piazza Nuova da cui si esce passando sotto la porta che si apre su Largo Kennedy e Via Vecchia Darsena, qui troviamo la pista ciclabile che cinge l’accesso alla città, prendiamo la rampa che porta sulla pista ciclabile, si continua a destra in direzione Lugo per arrivare al primo semaforo ciclo pedonale (circa 300 metri dal punto di partenza) dove si gira a sinistra per attraversare la Via S.Vitale.
Sul lato opposto si gira a destra prendendo la pista ciclabile che costeggia Via S.Vitale in direzione Faenza attraversando il passaggio ferroviario e procedendo fino ad incrociare Via Galavotti (circa dopo 1 Km).
Si gira a sinistra in Via Galavotti che si segue per intero fino ad arrivare in Via Boncellino, dove si prosegue passando sotto l’autostrada fino ad incrociare Via dei Martini.Si gira a destra e si procede fino ad arrivare in Via Malpeli.
A sinistra su Via Malpeli e dopo un breve tratto si ritorna su Via Boncellino dove si va a destra in direzione dell’abitato di Boncellino e del fiume Lamone.
All’incrocio a destra in Via Gabina direzione Cotignola e poi subito a sinistra in Via Lamone verso la sponda idrografica sinistra del fiume Lamone.
Siamo qui nella zona del traghettodel Passatore e la strada cambia nome diventando Via Toletta che si segue fino ad incrociare la Via Madrara.
Si gira a sinistra in Via Madrara sul ponte (attenzione al traffico) per attraversare il fiume Lamone e prendere l’argine idrografico destro del fiume che continua a chiamarsi comunque Via Madrara.
Si procede lungo la ciclabile del Lamone e l’argine ammirando ancora la zona del traghetto del Passatore, entro breve l’asfalto termina ed inizia lo sterrato, siamo in zona Villa Spadina dove il Pelloni morì.
Si scende dall’argine a destra seguendo in asfalto Via Madrara verso le indicazioni per il centro della città di Russi, ignorando il passaggio a livello di Via Canali, la strada costeggia la linea ferroviaria fino al cimitero dove all’incrocio si va a destra sempre in Via Madrara che, dopo breve, diventa Via IV Novembre.
Si gira a sinistra in Via Modigliani quindi a destra in Via Matteotti fino al semaforo sull’incrocio con Via Garibaldi.
Si attraversa dritti al semaforo per prendere Via Trieste dove, al successivo semaforo, si gira a destra per entrare in Piazza Farini fino al corso principale.
Siamo nel centro di Russi, si gira a sinistra per Corso Farini per attraversarlo e si esce girando a sinistra in Via Babini fino al semaforo passando per la piazza Baccarini.
Al semaforo dritto per Via Godo Vecchia, si lascia il centro di Russi, attraversando il passaggio a livello in direzione di Godo fino ad arrivare all’incrocio con Via Di Vittorio dove si gira a sinistra.
Si percorre tutta la Via Di Vittorio fino all’incrocio con Via Faentina che si attraversa (facendo molta attenzione) per imboccare la frontale Via Europa da seguire fino ad incontrare una rotatoria dove “ruotiamo” a sinistra per arrivare alla VillaRomana di Russi altro luogo interessante per una visita ed una sosta.
Si torna quindi alla rotatoria dove procediamo in Via Fiumazzo in direzione del fiume Lamone per arrivare al bivio con Carrarone Rasponi che si segue fino a Palazzo S.Giacomo, la strada diventa sterrata aggirando il palazzo sul lato destro e sale sull’argine del fiume in direzione di Traversara fino ad arrivare al ponte ad incrociare la Via S.Vitale.
Sul ponte si gira a sinistra, anche qui la prudenza è d’obbligo, per poi girare nuovamente a sinistra in Via Sottofiume Boncellino, entro breve incontriamo il sottopasso che consente di passare sotto la linea ferroviaria, dopo il quale si trova Via Muraglione, si gira a destra in direzione di Bagnacavallo.
Dopo qualche chilometro Via Muraglione sbuca su Via Boncellino sullo stesso itinerario già percorso all’andata che si può seguire a ritroso per tornare al punto di partenza.

Riepilogo e suggerimenti.
Il percorso è adatto a tutti, anche alle famiglie con bambini poiché quasi privo di asperità e difficoltà di sorta, le soste ludiche e culturali danno la possibilità di arricchire la gita e pensare ad una giornata di ferie diversa dal solito, anche scegliendo una sola delle mete proposte
Lungo il percorso non mancano le possibilità di ristoro data la presenza di fontane e bar, la sosta gelato è assicurata J.
Si può considerare adatto ad ogni tipo di bici benché a volte esistano alcuni tratti sterrati.

Info Utili – Sapevate che.. ?
Piazza Nuova
Un tempo mercato coperto di Bagnacavallo, eretto in età illuministica, in forma ellittica, quasi unica nel suo genere.
Al suo interno le antiche botteghe danno un’aria di magico, utilizzata anche come cornice per set cinematografici, alcuni le assegnano significati numerologici legati ai trenta archi su cui si poggia.
Persino miti amorosi, sembra infatti che calpestando a piedi nudi i suoi ciottoli, si possano rinvigorire gli amori sfioriti, chi vuol tentare è informato...
Traghetto del Passatore
Stefano Pelloni un mito per noi Romagnoli, il nostro Robin Hood, vissuto a metà dell’Ottocento, terrore degli Austriaci e delle truppe pontificie, figlio di un traghettatore che proprio a Boncellino sul fiume Lamone aveva la sua attività e che, dopo essere stato incarcerato per un banale furto di erba medica nel campo del vicino, organizzò una banda per lottare, a modo suo, contro le ingiustizie.

Villa Spadina
Della Villa restano solo alcuni edifici di una più ampia costruzione della Villa dei Conti Spadini di Faenza, luogo dove nel 1851, Il “Passator Cortese”, per dirla come il poeta Pascoli, trovò la morte dopo uno scontro a fuoco mettendo così fine al suo mito.
Palazzo S.Giacomo
Costruito fra il 1695 ed il 1705 per volere dei Conti Rasponi, una villa di dimensioni gigantesche, la facciata è lunga 85 metri e fu definita “una piccola Versailles” nella sua epoca. Una residenza “principesca” a cui i Rasponi ed illustri ospiti potevano accedere direttamente dalle acque del fiume, navigando dalla città di Ravenna, oggi in stato di degrado causa le vicissitudini del tempo e della guerra.
Al suo interno un’emozionante serie di cicli pittorici a tema mitologico che vale la pena visitare.
L’accesso non è libero ma va concordato con la locale pro-loco per gruppi di almeno 20 persone
0544-587670
Servizio attivo il martedì e venerdì dalle 10.00 alle11.30

La guida dei percorsi ciclabili citata si compone di sette itinerari su misura tra i quali scegliere.

Pedalando tra mille sfumature (di Km 20)
Un percorso ad anello che comprende Bagnacavallo, Boncellino, Traversara
con ritorno a Bagnacavallo
Villanova, il paese delle cinque erbe (di Km 30)
Un percorso ad anello che comprende Bagnacavallo, Boncellino, Traversara, Villanova, Villa Prati
Con ritorno a Bagnacavallo
Alla scoperta della campagna Romagnola (di Km 14)
Un percorso che comprende Bagnacavallo, Villa Prati per arrivare a Rossetta.
Quello citato qui che comprende Bagnacavallo, Boncellino, Russi con ritorno a Bagnacavallo.
Sulle tracce dell’antico canale dei molini (di Km 17)
Un percorso che comprende Bagnacavallo, Lugo per arrivare alla Rocca di Bagnara
Tour d’arte e natura (di Km 30)
Un percorso che comprende Bagnacavallo, Fusignano, Alfonsine per arrivare alla penisola di Bosco Forte nei pressi di S.Alberto.
Strade d’acqua sul fiume Lamone (di Km 35)
Un percorso sull’argine del fiume Lamone da Boncellino al mare.

E’ possibile consultare e scaricare le indicazioni direttamente dal sito web
dove trovate l’apposita opzione “Itinerari in bicicletta”
Ufficio Informazioni Turistiche
Indirizzo: Piazza della Libertà, 4 – Bagnacavallo Tel: 0545 280898

buona bici a tutti

domenica 29 luglio 2012


Una bici per amico.

 
di Roberto Babini - Ciclo Guide Lugo

Perché usare la bicicletta.

C’è davvero bisogno di chiederselo ancora ?
Sembra proprio di si, almeno a giudicare dai tempi che "corrono" e ancora queste affermazioni ritornano attuali:

Ø          la bici è un mezzo di trasporto economico e veloce;
Ø          consente di risparmiare energia restando in forma;
Ø          è molto importante valorizzare l’uso della bici costruendo reti di piste ciclabili adeguate;
Ø          serve promuovere attività educative per la diffusione della cultura dell’uso della bici.
potranno sembrare banali, fino ad oggi in Italia queste cose non sembrano così evidenti.

Alcuni dati.
Nel nostro bel paese, si possono contare 5.000 società sportive dedicate all’uso della bici con oltre 250.000 tesserati e vengono organizzati circa 12.000 eventi ciclistici ogni anno.
Oltre a questo occorre aggiungere altri 100.000 pedalatori amatoriali e considerare che l’Italia è leader in Europa per la produzione di biciclette.
Nonostante queste cifre, la pratica ciclistica da noi viene percepita spesso unicamente come veicolo per l’attività sportiva e non come opportunità per il turismo e come mezzo per lo spostamento urbano.

Nel dopoguerra il possesso e l’utilizzo di una bici come veicolo era da considerarsi un privilegio ma, con il modificare delle abitudini di consumo, il possesso di un veicolo a motore come “status symbol” ha determinato a poco a poco la progressiva diminuzione della bici dall’ambiente urbano.
I contesti cittadini e le loro amministrazioni si sono quindi adeguati a questa nuova esigenza lasciando sempre più spazio alla motorizzazione e dimenticando, in alcuni casi integralmente, il parallelo sviluppo di una rete di mobilità dedicata alla bici.
Nonostante tutto, iniziano a muoversi alcune iniziative locali, soprattutto in Emilia Romagna e nel Triveneto, a favore di investimenti in piste ciclabili anche se ad oggi in Italia si contano poco meno di 2.000 Km di percorsi urbani dedicati alle bici (concentrati soprattutto nel centro nord) vale a dire una viabilità protetta di circa l’1% del territorio.
Come al solito siamo al lumicino, mentre paesi più lungimiranti (Austria, Germania) si avvicinano al 7%.
Ci siamo dimenticati della bici ?? Abbiamo perso la passione ed il gusto per il pedalare ?? Le piste ciclabili costano troppo ??.
Andiamo con ordine…

La ricetta della bici, investimento in salute e volano per l’economia.
Ordine del medico !
Pensiamo spesso che un attività fisica sia un peso e normalmente si accampano miriadi di scuse, troppa fatica, troppo freddo, troppo caldo per poi prendere l’auto ed andare in palestra perché i vecchi pantaloni ormai non entrano più e quindi occorre ridurre la ciccia.
Per carità, nulla di contrario alla palestra, alla cyclette ed allo spinning, ci mancherebbe altro !!
Ma andare in bicicletta è davvero un’altra cosa non è solo un attività sportiva ma una concreta opportunità di divertirsi.
La gita di un giorno all’aria aperta, la scoperta e la riscoperta di itinerari sempre nuovi ed il migliorarsi sulle distanze.
La libertà di andare dove vi pare stando a contatto con l’ambiente.
Ogni tipo di attività fisica giova alla salute e pedalare è uno dei modi migliori di sentirsi in forma, impegna tutto il fisico tanto da potersi paragonare al nuoto.
Pedalando si usano i muscoli maggiori del nostro corpo, in special modo (ovvio) quelli delle gambe e quindi oltre a sentirsi in forma si bruciano quei grassi “di troppo”e si mantiene quella che i latini chiamavano “mens sana in corpore sano” (una mente sana in un corpo sano).
Spesso ,scherzando, si dice “è un ordine del medico”, in effetti autorevoli organizzazioni confermano quanto esposto.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) afferma che 30 minuti di moderata attività fisica giornaliera migliorano sensibilmente la nostra salute e consentono di dimezzare alcuni tra i più micidiali rischi per la salute, vale a dire l’infarto e l’ipertensione.
Non va presa come una minaccia, si tratta di una cosa seria tanto che alcuni paesi del Nord Europa varano sulla mobilità ciclistica piani programmati per la salute (Danimarca e Germania).
La Federazione Italiana Medici Pediatri invece, denuncia un raddoppiamento della percentuale di bambini obesi nel nostro paese ed il primato Europeo dei bimbi in soprappeso (36% ).
Senza muovere atti d’accusa nei confronti di nessuno, è opinione di molti che attivare forme di mobilità ciclo-sostenibile nei tragitti casa-scuola assolverebbe, oltre al miglioramento della qualità dell’aria (meno auto), anche all’indubbio miglioramento delle condizioni psico-fisiche dei nostri ragazzi (più moto).
Perciò non ci siamo dimenticati della bici, semplicemente trascuriamo le sue potenzialità.

Un simpatico esempio.
Il Comune di Sandnes (Norvegia) ha deciso di varare un piano di mobilità ciclistica originale.
Per incentivare l’uso della bici ha deciso di retribuire coloro che si recano al lavoro pedalando piuttosto che utilizzando l’auto in ragione di 43 centesimi di euro per ogni Km pedalato.
Davvero originale, succedesse da noi… vedo già orde di ciclisti chiedere la mobilità pur di allontanarsi dal luogo di lavoro ed arrotondare lo stipendio …J.
Se poi si decidesse di concedere la paghetta ai bimbi per andare a scuola in bici…J.

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Salute, Soldi, e Altre Cose di Bici

venerdì 27 luglio 2012


La sicurezza in bicicletta

Di Roberto Babini

Partiamo da una cruda ma pur sempre veritiera affermazione iniziale.
La sicurezza stradale è un diritto di tutti.
Purtroppo nella casistica legata all’utilizzo della bici, corre l’obbligo di correggere il tiro dicendo, “dovrebbe essere”.
Quella della bici è da considerare un’utenza debole, per meglio inquadrare il problema forse è il caso di snocciolare alcuni dati, di fonte ISTAT, al riguardo degli incidenti stradali che possono darci una mano per comprendere di cosa parliamo.
Preso a riferimento una media annua di incidenti stradali sulle strade Italiane, parliamo in numeri di:
ü      Circa 7.000 morti;
ü      Oltre 300.000 feriti

Riportati sul piano dei ciclisti, questi numeri si traducono con:
ü      Il ferimento di 10.600 utenti;
ü      Il decesso di 372 utenti.

Preso inoltre in considerazione il luogo dove questi incidenti si sono verificati, ne esce un desolante quadro in cui vediamo che questi avvengono principalmente in contesti urbani dove sono concentrati :
ü      il 42 % dei morti;
ü      il 72 % dei feriti.

Definito questo come quadro generale, o meglio “bollettino di guerra” del fenomeno, occorre precisare che andare in bicicletta non è pericoloso di per sè, sono gli “incontri ravvicinati” con altre utenze, in particolare con gli utenti automobilisti (o meglio gli scontri con le auto) a causare il 95 % degli incidenti più gravi che coinvolgono i ciclisti.
Sorge spontanea una domanda, allora che faccio ? smetto di andare in bici ?

Da ciclista, rispondo no, al contrario ritengo sia il caso di iniziare a coinvolgere più utenti oggi non ciclisti all’uso della bici ed incominciare a sensibilizzare l’opinione pubblica, sulla necessità di un rispetto più responsabile dell’utente ciclista.
Segnalo la campagna #Salvaiciclisti.
Noi ciclisti siamo TUTTI desiderosi di maggiore sensibilità verso le nostre esigenze, desideriamo strade più sicure, desideriamo un traffico più rispettoso della condizione del ciclista.
Vogliamo sentirci liberi di vivere la nostra città, con dignità e spazio anche per i ciclisti.

Per meglio chiarire, il preambolo ed i dati forniti a supporto non hanno il compito di criminalizzare l’automobilista medio, ma occorre (purtroppo) prendere atto di alcuni fattori.
La congestione del traffico, il numero della auto in costante aumento, la scarsa presenza di piste ciclabili e la presenza di zone dove transitare in sicurezza non proprio all’altezza del loro compito; costringono automobilisti e ciclisti a convivenze forzate, spesso, a comportamenti non educativi.
Muoversi con la bici nel traffico ha necessità di una certa pratica se si desidera arrivare alla meta senza essere travolti.

Ma cosa bisogna fare per muoversi con la bici in mezzo al traffico e restare in sicurezza ?
Bella domanda, sapessi rispondere in modo definitivo sarei uno dei massimi guru della viabilità, posso solo fornire dei consigli da ciclista, chiamatela “sopravvivenza urbana”, possono sembrare lampanti ma servono per cercare di diminuire i fattori di rischio che sono e resteranno sempre presenti.

Codice della strada, l’importanza delle regole.
Partiamo dal fatto che la bici è pur sempre un veicolo che si muove sulle strade, come tale è soggetto alle stesse regole di circolazione alla pari di un’auto.
Non sorridete poiché si tratta di una scomoda verità, i comportamenti scorretti, soprattutto quelli dei ciclisti che pensano di essere esenti dalle regole, sono la più elevata fonte di rischio per l’automobilista e per il ciclista.

Ricordate che gli autoveicoli sono più grossi, più veloci, più (pre)potenti ed un duro ostacolo contro cui cozzare. J
Circolare contromano, passare con il rosso, non usare le piste ciclabili quando sono ben tenute e disponibili, sono solo alcuni degli esempi che mi capita di verificare più frequentemente.
Spesso i ciclisti ingaggiano gare tra loro dimenticando di essere sulla strada, ma è un errore che spesso diventa fatale.
Occorre sempre circolare, per quanto possibile, vicino al margine della carreggiata e segnalare con congruo anticipo l’intenzione di cambiare direzione o fermarsi con il braccio.
Codice della strada alla mano, le svolte a destra o sinistra si segnalano alzando il rispettivo braccio verso destra o sinistra; l’intenzione di fermarsi va segnalata alzando il braccio verticalmente.
I diligenti mi scuseranno (spero) per le banalità, ritengo che i comportamenti rispettosi e corretti, quando si vuole fare educazione, debbano prioritariamente venire dal buon esempio.

Visibilità
Segnalare la propria presenza sulla strada non è una banalità ed anche un certo tipo di abbigliamento può rivelarsi importante, scegliete (se possibile) indumenti di colori vivi e sgargianti, non per fare da bersaglio ma per farvi notare.

Luci e dispositivi rifrangenti.
Oltre che d’obbligo per un veicolo, i fanali non sono assolutamente da dimenticare quando si circola su strada con le ore notturne.
Occorre anche ricordare che i tempi di reazione per scansare un ostacolo, in caso di scarsa visibilità, si riducono notevolmente e quindi l’importanza di farsi vedere in tempo è fondamentale
I catarifrangenti sui pedali, oppure anche sui raggi delle ruote, sono un ottimo presidio per segnalare la propria presenza, poiché il movimento circolare viene immediatamente percepito dall’occhio umano.
La vecchia e sempre efficace dinamo che, applicata alla forza della pedalata, alimenta le luci, ha però lo svantaggio di costringere ad uno sforzo supplementare, inoltre se si smette di pedalare, la dinamo si ferma, il fanale si spegne ed il rischio di non essere visti aumenta.
Dimenticati i tempi dei lumi a petrolio, oggi sono disponibili una serie di accessori leggeri ed efficaci che consentono una buona visibilità ed illuminazione, questi dispositivi sono alimentati da una batteria (anche ricaricabile) con una buona autonomia (anche 100 ore) e restano sempre accese e visibili da lontano (almeno fino a quando la batteria è efficiente).
Capita troppo spesso di vedere ciclisti che transitano in pieno buio, in strade prive di pista ciclabile e di scansarli all’ultimo secondo.
Insomma un dispositivo d’illuminazione efficiente è molto, molto importante. Usatelo !

Il casco di protezione.
So già di toccare un argomento sensibile, nervo scoperto per molti che non vedono l’uso del casco come un presidio.
Croce o delizia, i ciclisti si dividono in accaniti sostenitori ed accaniti detrattori, ma se prendiamo in considerazione il parametro “sicurezza” anche coloro che aborrono l’obbligo del casco, riconoscono il rischio che espone la testa connesso alla circolazione e la sua funzione preventiva.
Molti di quelli che ho interpellato, chiedendo il perché di una scelta di testa “free helmet” purtroppo non si preoccupano di fare prevenzione,  perché circolare con la sola bandana fa “più figo”.
Non sono tutti così, voglio precisarlo subito, e va anche specificato che, per il codice della strada, l’utilizzo del casco per il ciclista non è obbligatorio e non è mia intenzione proporne l’obbligo ma ricordate, la potenziale testa salvata è la vostra.
Un casco per ciclista è studiato per consentire la traspirazione e deve essere omologato per resistere agli impatti, oggi esistono materiali leggeri, economici e molto resistenti.
Lascio la parola ai numeri, più aumenta la velocità, più alto il rischio, in caso di caduta, di battere anche la testa.
La velocità media di 10-20 Km orari non è difficile da raggiungere (considerato come uso della bici non agonistico) ed espone ad un rischio di mortalità, in caso di battere la testa non protetta, del 3-4 %
Alla velocità di 30-50 Km orari (considerato come uso della bici sportivo o agonistico) il rischio sopra esposto aumenta esponenzialmente fino al 40-41 %.
Allora perché rischiare, il casco può salvare la vita ! ciclista informato…

giovedì 26 luglio 2012


Io pedalo, tu pedali…

Di Roberto Babini (Cicloguidelugo) www.racine.ra.it/cicloguidelugo  cicloguide@racine.ra.it 

Tutti noi ciclisti pensiamo, ritengo sia comprensibile, che la bici ed il ciclista meritino un giusto spazio sulla strada ed il rispetto della loro integrità.
Quale ciclista non ritiene giusto lo sviluppo delle piste ciclabili, di una rete stradale concepita anche a misura di questo anomalo utente che, di solito, viene visto come un ostacolo sulla strada ??
Domanda retorica, chiedo perdono ma…
A maggior ragione questi concetti dovrebbero essere ancor più veri ai nostri giorni, con l’aumento dei prezzi dei carburanti, con i problemi legati all’inquinamento, si corre a ritroso per cercare di mettere una pezza alla crepa che il sistema ha creato e che sempre più si allarga.
Chi ha qualche primavera in più sulle spalle ricorda, con una cerca nostalgia, i giorni del blocco del traffico nell’Italia degli anni 73-74 a causa della crisi petrolifera, il fenomeno noto come “Austerity” restituiva al popolo Italiano quella voglia di muoversi con mezzi alternativi e non inquinanti.
Era una festa per tutti, ciclisti, pedoni, pattinatori che oggi pare sia lontana anni luce.
Ma da dove viene questo male che costringe alle partenze intelligenti, alle targhe alterne e chissà quale altra diavoleria dovremo inventarci prima di riprendere in considerazione l’uso della bici e lo sviluppo di percorsi adeguati ?!
Nel dopoguerra, le bici che erano state mezzo di trasporto e di sviluppo delle arti, dei mestieri e cultura della salute fisica e del tempo libero, iniziarono ad essere sovrastate sulle strade dal nuovo fenomeno nascente, l’automobile.
Un fenomeno che ha continuato a crescere di proporzioni, fino ai paradossi di oggi dove le strade non sono il massimo della sicurezza ed i ciclisti un bersaglio mobile.
Nel corso delle mie ricerche d’archivio mi sono imbattuto in un articolo comparso su una rivista Francese nel 1954 che ripropongo integralmente.
Tratto da “Le Cycle” a firma di Michel Haupais.
“Io pedalo, tu pedali, egli pedala, noi pedaliamo.. ed a quanto pare CI SIAMO SBAGLIATI.
La strada è libera per tutti: questa è un’esigenza che va affermata senza indugi.
Che si costruiscano rapidamente strade speciali ed autostrade di grande capacità per le automobili, ma che si lasci l’uso della altre ai ciclisti.
Nell’attesa (campa cavallo), l’automobilista si sta incaricando dell’eliminazione dei ciclisti dalle strade, che considera di sua proprietà.
Per farlo dispone di molti metodi:
1)      Intimidazione
È necessario spaventare chi pedala, rendendo le strade impraticabili ai ciclisti;
2)      Uso della Forza
Più raramente, ma con una certa frequenza, l’automobilista usa ed abusa della forza del suo mezzo.
La tecnica è sempre la stessa: si lascia che uno o più ciclisti si mettano in strada, poi si aprono le porte dei garages ed inizia la corrida.

Dal momento in cui si avvista un ciclista all’orizzonte, il nostro automobilista si rallegra e pensa “Un ciclista… ottimo, iniziavo ad annoiarmi…..”
A che gioco giochiamo oggi ?
Al claxon ?
Il gioco consiste nell’avvicinarsi al ciclista senza far troppo rumore e poi, quando si è a soli 20 metri, strombazzare una, due, tre volte, nella speranza di vederlo saltare sul sellino come se lo stesse caricando un’intera mandria di buoi.
Sfiorata ?
Il gioco consiste nel passare sfiorando il ciclista, un po’ rischioso per la carrozzeria ma efficace, soprattutto in città.
A volte impiegano anche il trucco di far andare a sbattere il ciclista contro la parte posteriore dell’auto, tanto i danni sono minimi e la vincono sempre loro.
Se un ciclista urta il retro di un’automobile, si vedrà uscire l’automobilista indignato dalla sua auto, per constatare le tracce di urto lasciate sul paraurti; poi, senza neanche degnare di uno sguardo il malcapitato ciclista che si sta rialzando malconcio da terra (se ci riesce ancora), accenna all’assicurazione ed al codice della strada.
Mordi e fuggi ?In salita ?
È molto divertente cacciare le prede al rallentatore, piace moltissimo ai bambini.
Consiste nel rallentare fino ad adottare la velocità di marcia del ciclista, seguendolo ad una certa distanza.
Il ciclista dà segni d’inquietudine; si dimena sul sellino, pedala più veloce che può.
Fa grandi gesti con il braccio “Passa… e passa !” ma l’automobilista niente.
In cima alla salita il gioco si conclude con una bella strombazzata ed il passaggio rasente al ciclista.
Caccia notturna ?
Di notte la caccia è altrettanto appassionante, ma per essere divertente le posizioni devono essere opposte l’una all’altra.
Si tratta di abbagliare il ciclista, magari rallentando per prolungare il divertimento.
Quel poveraccio su due ruote fa quel che può con il suo misero fanalino.
Come una falena accecata dalle lampade in giardino, il ciclista agita le braccia per segnalare la sua presenza, oscilla da destra a sinistra, indugia cercando disperatamente il bordo della strada.
Può sempre accadere, per pura casualità e nel pieno rispetto del codice, che s’investa un ciclista…

In questo, come in altri casi, quando i ciclisti finiscono per cadere, l’automobilista si limiterà a lasciare le vittime in mezzo alla strada.
Che si arrangino a rialzarsi, medicarsi e dirigersi all’ospedale più vicino.
Di notte tutti i gatti sono neri e poi, lo sanno tutti che gli automobilisti hanno fretta.
Le strade sono fatte per le auto, non per marchingegni antidiluviani.”

Quasi mezzo secolo eppure sembra scritto ieri, voi ciclisti che dite ??
Quando la storia dovrebbe insegnare qualche cosa….


Una rete ciclabile

Fare rete, questa la ns idea
Usare la mobilità dolce, recuperando strade meno frequentate.
Declassare la viabilità in certi percorsi, con precedenza alle bici e traffico auto solo per chi abita sul percorso.
Sarebbe un buon modo per mettere in sicurezza molti percorsi, evitare inutili investimenti in piste ciclabili non utili a fare un "percorso".
Lavoro improbabile, può darsi ma non impossibile.
Assieme ad enti locali e di promozione del territorio romagnolo (e non solo) questa è già un opera in corso.

L'intenzione è di realizzare percorsi utilizzabili e scaricabili con un navigatore GPS e carto-guide di semplice utilizzo per poter consultare, gestire, seguire dei percorsi di varia distanza e natura.

Un modo per scoprire la romagna in bici, un modo per orientare il turista in bici e il curioso indigeno ciclista.

Questi alcuni riferimenti dei lavori già realizzati da noi oppure assieme alla nostra cooperazione

Rete ciclabile Bassa Romagna







Un opera non semplice, prosegue il monitoraggio
Buone pedalate

mercoledì 25 luglio 2012


Curate il Vostro “Motore”…


Preparazione / Alimentazione ed idratazione.
di Roberto Babini Ciclo Guide Lugo
Un corretto rodaggio, il cambio dell’olio e un’efficace manutenzione sono alla base della longevità di ogni motore ed allora perché la cosa non dovrebbe essere vera anche per il motore che spinge la vostra bicicletta ??.
Una corretta preparazione consente a tutti di avvicinarsi alla pratica ciclistica perché alla base di tutto c’è un sano divertimento.
Una passeggiata in bicicletta non va intesa come una competizione, queste sono cose che vengono con il tempo e crescono in modo diverso in ognuno di noi e del resto, anche i grandi campioni hanno cominciato con piccoli colpi di pedale ed hanno bisogno di una preparazione costante per dare il meglio di sé.
La preparazione dunque alla base di tutto ovvero allenamento, che contempla tanti aspetti e non significa solamente macinare chilometri e chilometri.
Pensare alla salute.
Innanzitutto, per avviarsi alla pratica ciclistica occorre pensare ad un aspetto fondamentale di sé, la propria condizione fisica ovvero come sta il Vostro motore ??.
E’ pertanto opportuno, anzi fondamentale, conoscere i limiti che, come noto, variano da persona a persona.
Una buona visita medica è un presidio necessario se si vuole iniziare a pedalare con una certa costanza e serietà, una cosa normale anche per chi non pedala e pensa alla propria salute è quella di effettuare una visita medica periodica (almeno una volta all’anno) e realizzare un serio chek-up ed una serie di esami che normalmente prevedono:
Ø          Esami del sangue;
Ø          Esami delle urine;
Ø          Esame cardiaco.
Il Vostro medico di fiducia è quindi la persona più qualificata per consigliarvi gli esami più adatti un po’ come il meccanico (e spero che i medici non si offendano per il paragone) realizza i controlli sul motore della vostra auto.
A piccole dosi.
Pensare di iniziare il ciclismo saltando in sella per fare centinaia di chilometri senza allenamento è senz’altro una pessima idea.
Allenamento significa iniziare a piccole dosi, l’abitudine a stare in sella per esempio è una cosa a cui non tutti pensano ma che non bisogna trascurare poiché in sella alla bici la fatica non si sente solo sulle gambe, ogni ciclista che ricomincia una nuova stagione sa, senza alcun dubbio, quale importanza rivesta fare il cosiddetto “callo” al sedere.
Oltre a questo, ovviamente, anche la gamba richiede la sua parte per iniziare ad abituarsi allo sforzo, alla resistenza ed alla distanza che affrontiamo giorno per giorno.
Sarà quindi sufficiente iniziare a pedalare con costanza ed alternare uscite brevi ad altre un po’ più lunghe.
Non iniziare subito ad affrontare le salite impossibili ma pedalare in modo sciolto assecondando cioè il movimento rotatorio della pedalata (schiacciare con forza sui pedali serve solo ad appesantirvi la gamba).
Questo è un buon pretesto per effettuare molte scampagnate acquistando familiarità con la bici e con il pedalare, oltretutto la cosiddetta “sgambata” oltre a consentire una buona base per l’esercizio fisico, è anche ottimo motivo per godere di un momento di relax dalle ansie quotidiane e sfogare l’occhio oltre che la gamba.
Allenatevi dunque per gradi iniziando sulle pianure, Il Tourmalet può tranquillamente aspettarvi.
Cercate di essere razionali nel pedalare, anche le condizioni ambientali hanno il loro peso.
Esempio pratico ?
Intestardirsi ad uscire nelle ore più calde dell’estate, pedalare con insistenza cercando di vincere la resistenza di una giornata ventosa oppure pedalare con forza per cercare di abbreviare la “sofferenza” di una salita.
Il cicloturismo è essenzialmente  essere a spasso per divertirsi, quindi prendetevela comoda e non abbiate fretta, la parola d’ordine è SERENITA’!.


Continua a leggere l'articolo Alimentazione viaggio in bici

  

martedì 24 luglio 2012


Ciclo Guide Lugo è un'associazione sportiva dilettantistica.
Si occupa, da molti anni, di mobilità, di scoperta del territorio e di avvicinamento alla bici in modo responsabile.
Da anni coopera con enti ed organizzazioni del territorio romagnolo per la diffusione di una cultura sensibile ai temi della bici, della sicurezza e dell'uso del mezzo in modo adeguato, sostenibile, responsabile.


Ciclo Guide Lugo aderisce alla campagna salvaciclisti.

Vogliamo strade più sicure, desideriamo un traffico più rispettoso della condizione del ciclista.
Vogliamo sentirci liberi di vivere la nostra città, con dignità e spazio anche per i ciclisti.


In Romagna ci sono già alcuni gruppi
Segnaliamo
Salvaciclisti Ravenna
http://www.facebook.com/groups/130524333749349/
Salvaciclisti Faenza
http://www.facebook.com/groups/410348965665613/


Come rimando al coordinamento delle operazioni e per tutte linformazioni
Sito web
http://www.salvaiciclisti.it/

Facebook
http://www.facebook.com/groups/salvaiciclisti/

E per farvi una cultura
Il manuale di ciclo cospirazione

Un saluto e buone pedalate in sicurezza