Ciao a tutti
Scusate il periodo d'assenza.
Ci siamo presi un momento per costruire alcuni progetti del nuovo anno.
Eccovi qui la prima delle nostre idee
Aspettiamo con piacere le vs richieste e le domande
Saluti e bici
Cerca nel blog
sabato 26 gennaio 2013
domenica 25 novembre 2012
Appassionati di GPS
Vi piace disegnare, visualizzare, caricare o scaricare percorsi ?
Dopo
www.giscover.com
www.bikemap.net
Dopo
Google Earth
Arriva ora
Map Slow
MapSlow consente di creare itinerari personalizzati a piedi e in bicicletta, su strada e fuoristrada, su sentieri e piste ciclabili. Cliccando sulla mappa Open Street Map per scegliere il punto di partenza, quello di arrivo, i punti di passaggio, il sistema calcolerà automaticamente l’itinerario generando le mappe nella scala desiderata.
Si possono stampare mappe e road book, oppure esportare le tracce GPS.
Trovate qui un piccolo tutorial
VIDEO
Buon divertimento
giovedì 22 novembre 2012
Ringraziamo Paolo Pinzuti per lo spunto, più che interessante.
Ripubblichiamo questa sua news, tratta dal suo blog
Ripubblichiamo questa sua news, tratta dal suo blog
"Con uno straordinario tempismo è arrivato ieri il comunicato del Ministero della Sanità relativo alla giornata nazionale per le vittime della strada tenutasi domenica 18: davvero encomiabile che sia arrivato in ritardo di un solo giorno.
Straordinario è anche che il comunicato sbagli anche la cifra di persone morte sulle strade in Italia, ne riporta 2.690, invece che 3.860: una discrepanza di sole millecentosettanta vite umane che la dice lunga su quanto sia considerato prioritario il tema all’interno del ministero (almeno controlla due volte quello che hai scritto, no?)."
mercoledì 21 novembre 2012
Con una certa soddisfazione possiamo dire di avere avuto la ns parte nella realizzazione di questo piccolo contributo alla sicurezza.
Una mini-guida gratuita per i papà e le mamme che intendono pedalare con i piccoli in città e in viaggio, sulla base di consigli tecnici, considerazioni su regole, materiali, accessori, e soprattutto esperienze dirette di altri genitori che
salgono abitualmente in sella con i loro figli per qualunque
destinazione, dalla scuola, più o meno vicina da casa, all’altra parte
del mondo, per una invidiabile vacanza.
www.amicoinviaggio.it
lunedì 19 novembre 2012
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Da Cassani Davide
Cari amici, sabato venite a pedalare con me?
Vi aspetto sabato 24 novembre sulla pista Quattroruote di Vairano di Vidigulfo in provincia di Pavia a pochi chilometri a sud di Milano.
Pedaleremo insieme a tanti altri amici sulle piste che normalmente sono utilizzate per le prove di Quattroruote, per i test aerodinamici delle Formula1, per i corsi di guida delle auto e delle moto.
Un’occasione per stare insieme e per raccontarti il progetto “Let’s Bike” a cui sto lavorando insieme ad ASC Automotive Safety Centre per realizzare un centro integrato per il ciclismo dove la possibilità di pedalare in sicurezza sulle piste si integra con le nuove proposte di Bike Academy, che accanto agli eventi tradizionali presenterà i nuovi servizi relativi alla ottimizzazione della posizione in sella, ai test di valutazione atletica e alle tabelle di allenamento.
Con Let’s Bike si apriranno i cancelli dell’impianto di Quattroruote ai test delle squadre professionistiche, agli allenamenti e alle gare degli allievi, dei dilettanti e degli amatori che potranno così vivere la loro passione in assoluta sicurezza.
Pedaleremo insieme a tanti altri amici sulle piste che normalmente sono utilizzate per le prove di Quattroruote, per i test aerodinamici delle Formula1, per i corsi di guida delle auto e delle moto.
Un’occasione per stare insieme e per raccontarti il progetto “Let’s Bike” a cui sto lavorando insieme ad ASC Automotive Safety Centre per realizzare un centro integrato per il ciclismo dove la possibilità di pedalare in sicurezza sulle piste si integra con le nuove proposte di Bike Academy, che accanto agli eventi tradizionali presenterà i nuovi servizi relativi alla ottimizzazione della posizione in sella, ai test di valutazione atletica e alle tabelle di allenamento.
Con Let’s Bike si apriranno i cancelli dell’impianto di Quattroruote ai test delle squadre professionistiche, agli allenamenti e alle gare degli allievi, dei dilettanti e degli amatori che potranno così vivere la loro passione in assoluta sicurezza.
L’evento di sabato per consentire la partecipazione al maggior numero di ciclisti prevede la suddivisione degli ospiti in due gruppi: uno al mattino e l’altro nel pomeriggio.
Siete tutti invitati. Io vi aspetto insieme a Massimiliano Lelli e altri ex professionisti.
La partecipazione è gratuita ma ricordatevi che è rigorosamente a numero chiuso.
Per iscriversi è indispensabile inviare una mail all’indirizzo letsbike@edidomus.it specificando se intendete partecipare al gruppo del mattino o a quello del pomeriggio. Vi sarà inviata una mail di risposta con il programma e le indicazioni per raggiungere la pista di Vairano. Portate con voi la copia della mail: vi servirà per entrare nell’interno del Centro.
Ci vediamo sabato. Davide
Per iscriversi è indispensabile inviare una mail all’indirizzo letsbike@edidomus.it specificando se intendete partecipare al gruppo del mattino o a quello del pomeriggio. Vi sarà inviata una mail di risposta con il programma e le indicazioni per raggiungere la pista di Vairano. Portate con voi la copia della mail: vi servirà per entrare nell’interno del Centro.
Ci vediamo sabato. Davide
mercoledì 10 ottobre 2012
Tutti al mare ?
Quasi 700 Km per questo itinerario di "viaggio" che coinvolge diversi paesi: Germania Austria ed Italia.Caricato e proposto qui come da Monaco verso il mare italiano, con arrivo a Porto Garibaldi, la traccia può comunque essere reversibile in modo da partire dal "mare nostrum" per recarsi in Germania.Le tracce sono spezzate in più tappe (tra 100 e 50 Km cad) ma ovviamente libera scelta a quanti Km affrontare durante la giornata secondo il proprio gusto e la propria gamba.Traccia GPS
lunedì 8 ottobre 2012
Lamone by BIKE
Percorso pianeggiante di circa 35 Km.
Itinerario contenuto nella brochure "biciclettando" promosso dall'unione dei comuni della Bassa Romagna.
Quasi completamente sterrato, adatto alle MTB segue l'andamento arginale del fiume Lamone per giu
Percorso pianeggiante di circa 35 Km.
Itinerario contenuto nella brochure "biciclettando" promosso dall'unione dei comuni della Bassa Romagna.
Quasi completamente sterrato, adatto alle MTB segue l'andamento arginale del fiume Lamone per giu
ngere fino al mare.
Alcune note tecniche: Da affrontare con cautela in stagione di caccia... il percorso può risultare anche difficoltoso a causa dello stato di manutenzione della sommità arginale, specie nel tratto Torri di Mezzano-Valle della canna, dove la presenza di erba alta suggerisce l'uso del machete.
traccia GPS
Presto anche una nuova traccia per aumentare questo percorso, iniziando da Faenza.
Alcune note tecniche: Da affrontare con cautela in stagione di caccia... il percorso può risultare anche difficoltoso a causa dello stato di manutenzione della sommità arginale, specie nel tratto Torri di Mezzano-Valle della canna, dove la presenza di erba alta suggerisce l'uso del machete.
traccia GPS
Presto anche una nuova traccia per aumentare questo percorso, iniziando da Faenza.
domenica 7 ottobre 2012
Stati generali della Bicicletta, ecco le proposte conclusive
Abbassare il limite di velocità a 30 chilometri orari sulle strade urbane (ad eccezione di quelle di grande scorrimento) e invertite le priorità degli investimenti pubblici in materia di mobilità: non più grandi opere ma interventi puntuali a fare di pedoni e ciclisti nelle città. Sono queste alcune delle proposte emerse a Reggio Emilia a conclusione dagli Stati generali della Bicicletta e della Mobilità nuova.
In che Direzione:
Come. Le strategie:
Strumenti
Revisione organica del Codice della Strada e delle norme tecniche che vanno rivisti, snelliti, armonizzati e corretti per quanto concerne la mobilità ciclistica e pedonale. Coinvolgimento delle associazioni di utenza debole nella sua ridefinizione.
Progettazione urbanistica (integrazione degli obiettivi ciclabilità nei Piani urbanistici e nei regolamenti edilizi, utilizzo mirato degli oneri di urbanizzazione, ricalibrazione degli standard di parcheggio).
Elaborazione/Revisione dei Piani locali della Mobilità, alla luce degli obiettivi di riequilibrio e di sicurezza qui indicati e redazione dei piani per la sicurezza urbana.
Sviluppo di un Piano nazionale della Mobilità ciclistica.
Istituzione della rete ciclabile nazionale anche in funzione del cicloturismo e delle attività economiche collegate e definizione della segnaletica di direzione per i percorsi ciclabili urbani ed extraurbani.
Comunicazione.
Educazione nelle scuole, università e nei luoghi di aggregazione, con progetti inclusivi (Scuole Car free, Ciclo-pedibus).
Formazione nelle Pubbliche amministrazioni, per decisori e tecnici.
Comunicazione mirata e differenziata.
Agire sui linguaggi e sui simboli.
Produrre emozioni, non dogmi.
Usare messaggi positivi e inclusivi.
Attivare strumenti dedicati (Portali web, Giornata nazionale della Bici, adesione alla Settimana Europea della mobilità, Bike Pride, Network tra buone pratiche e servizi, Campagne Bike to work – to school – to shopping).
Chi
Una Cabina di regia nazionale, incardinata dove si formano le politiche, ma anche di coordinamento traversale (Ministero dei Trasporti, dell’Ambiente, della Salute… ). Regioni con fondi e leggi dedicati, in particolare per la progettazione urbanistica. Comuni con Ufficio bici, Bike plan, partecipazione, obiettivi e monitoraggio. Comunità (imprese, associazioni, movimenti, cittadini… ) come protagonisti del cambiamento.
L’evento nazionale è stato promosso da Anci, Legambiente, Fiab e #salvaiciclisti con la collaborazione del Comune di Reggio Emilia e l’adesione della Presidenza della Repubblica, per parlare di mobilità nuova, ciclabilità e qualità urbana, ma soprattutto per dar vita a cambiamenti concreti basati su impegni vincolanti per le Amministrazioni.
Nella due giorni di lavori – il 5 e 6 ottobre al Centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio - amministratori, tecnici e associazioni di ciclisti si sono confrontati sulle diverse soluzioni praticabili per “far cambiare strada all’Italia” e diffondere nel nostro Paese una cultura della ciclabilità paragonabile a quella del nord Europa. Cinque a riguardo, le aree di riflessione: normativa (modifiche al Codice della strada e altre normative correlate), organizzazione della mobilità urbana (moderazione del traffico, Zone 30, Ztl, Ztm), governance (politiche nazionali, investimenti, incentivi/disincentivi), cultura ed educazione alla mobilità sostenibile (formazione, informazione e comunicazione con l’obiettivo di far crescere l’opinione pubblica sul tema) e reti ciclabili (circuiti nazionali e locali).
Le proposte conclusive - Dal confronto è emerso un documento - un Libro di Impegni per le Amministrazioni di ogni livello, disponibile nelle prossime ore sul sito www.comune.re.it/italiacambiastrada e sui siti delle associazioni promotrici – che sintetizza le proposte principali in materia di mobilità nuova. Tra queste vi sono appunto la riduzione al limite dei 30 chilometri orari della velocità urbana, il rafforzamento degli investimenti sul trasporto pubblico e sulle infrastrutture minori e gli spazi a servizio di ciclisti e pedoni, il dimezzamento della mortalità causata da incidenti in ambito urbano, la creazione di una rete di slow cities impegnate a promuovere una nuova filosofia di mobilità nelle città e a continuare il confronto e lo scambio di idee e best practice, l’introduzione di corsi di mobilità ciclistica nelle scuole, il ridisegno delle città mettendo al centro della pianificazione pedoni e ciclisti.
Delrio: chi si candida, si impegni per la mobilità sostenibile - “Il cambiamento nasce dal basso e dalle città, per questo bisogna lavorare per diffondere una cultura amministrativa che renda la mobilità ciclabile parte della programmazione degli enti locali – ha detto oggi Graziano Delrio, presidente dell’Anci e sindaco di Reggio Emilia, a conclusione del dibattito – L’alleanza tra associazioni e Comuni di cui questo evento è testimone costituisce una grande potenzialità da sfruttare per rendere il cambiamento ineluttabile. Per questo occorre che chi si candida a governare il Paese, chiunque sia, prenda impegni precisi in materia di mobilità dolce sia in termini di azioni, sia di monitoraggio delle città attraverso indicatori. Il tema della mobilità sostenibile deve entrare nell’agenda del Paese e il lavoro svolto in questi giorni deve proseguire con i sindaci in prima fila in questa grande campagna per una mobilità nuova”.
Gli Stati generali difatti, dopo l’esperienza positiva di questa prima edizione, a cui hanno partecipato più di 500 persone, iscritte formalmente ai lavori, provenienti da tutta Italia e rappresentanti del ministero dell’Ambiente e dell’Organizzazione mondiale della sanità, si appresta a diventare un appuntamento permanente con cadenza annuale.
Sviluppo con grandi opere? - “Ciò che è importante è innanzitutto una svolta culturale su questi temi – ha aggiunto Delrio – Non sono infatti tanto preoccupato per la scarsità di risorse, perché quando la visione è chiara le risorse di trovano. Sono più preoccupato dall’idea che nel nostro Paese si continui a credere che lo sviluppo viene necessariamente dalle grandi opere”.
Il manifesto - Gli organizzatori del summit hanno elaborato il Manifesto degli Stati generali, un documento al quale è possibile aderire su www.comune.re.it/italiacambiastrada e che racchiude le linee guida e i principi della mobilità nuova (vedere anche il testo allegato).
Le conclusioni del comitato scientifico - I lavori della due giorni sono stati curati dal Comitato scientifico composto da Maria Berrini, architetto, presidente di Ambiente Italia e dell’Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio (Amat) del Comune di Milano, ricercatrice in materia di pianificazione ambientale e territoriale, in Comitato scientifico in rappresentanza di Legambiente; Matteo Dondè, architetto, esperto in pianificazione della mobilità ciclistica, moderazione del traffico e riqualificazione degli spazi pubblici, nel Comitato in rappresentanza di #salvaiciclisti;Edoardo Galatola, ingegnere, ricercatore ed esperto in sicurezza stradale e ambientale, responsabile Sicurezza di Fiab, in rappresentanza di Fiab e Maria Rosa Vittadini, docente di Tecniche di analisi urbane e territoriali presso la facoltà di Architettura, Dipartimento di Pianificazione del territorio, Università Iuav di Venezia, in rappresentanza di Anci.
Il Comitato scientifico ha elaborato un proprio Documento di sintesi conclusivo, che si riporta qui in modo schematico:
L’Italia cambia strada - Serve una Svolta:
Nella due giorni di lavori – il 5 e 6 ottobre al Centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio - amministratori, tecnici e associazioni di ciclisti si sono confrontati sulle diverse soluzioni praticabili per “far cambiare strada all’Italia” e diffondere nel nostro Paese una cultura della ciclabilità paragonabile a quella del nord Europa. Cinque a riguardo, le aree di riflessione: normativa (modifiche al Codice della strada e altre normative correlate), organizzazione della mobilità urbana (moderazione del traffico, Zone 30, Ztl, Ztm), governance (politiche nazionali, investimenti, incentivi/disincentivi), cultura ed educazione alla mobilità sostenibile (formazione, informazione e comunicazione con l’obiettivo di far crescere l’opinione pubblica sul tema) e reti ciclabili (circuiti nazionali e locali).
Le proposte conclusive - Dal confronto è emerso un documento - un Libro di Impegni per le Amministrazioni di ogni livello, disponibile nelle prossime ore sul sito www.comune.re.it/italiacambiastrada e sui siti delle associazioni promotrici – che sintetizza le proposte principali in materia di mobilità nuova. Tra queste vi sono appunto la riduzione al limite dei 30 chilometri orari della velocità urbana, il rafforzamento degli investimenti sul trasporto pubblico e sulle infrastrutture minori e gli spazi a servizio di ciclisti e pedoni, il dimezzamento della mortalità causata da incidenti in ambito urbano, la creazione di una rete di slow cities impegnate a promuovere una nuova filosofia di mobilità nelle città e a continuare il confronto e lo scambio di idee e best practice, l’introduzione di corsi di mobilità ciclistica nelle scuole, il ridisegno delle città mettendo al centro della pianificazione pedoni e ciclisti.
Delrio: chi si candida, si impegni per la mobilità sostenibile - “Il cambiamento nasce dal basso e dalle città, per questo bisogna lavorare per diffondere una cultura amministrativa che renda la mobilità ciclabile parte della programmazione degli enti locali – ha detto oggi Graziano Delrio, presidente dell’Anci e sindaco di Reggio Emilia, a conclusione del dibattito – L’alleanza tra associazioni e Comuni di cui questo evento è testimone costituisce una grande potenzialità da sfruttare per rendere il cambiamento ineluttabile. Per questo occorre che chi si candida a governare il Paese, chiunque sia, prenda impegni precisi in materia di mobilità dolce sia in termini di azioni, sia di monitoraggio delle città attraverso indicatori. Il tema della mobilità sostenibile deve entrare nell’agenda del Paese e il lavoro svolto in questi giorni deve proseguire con i sindaci in prima fila in questa grande campagna per una mobilità nuova”.
Gli Stati generali difatti, dopo l’esperienza positiva di questa prima edizione, a cui hanno partecipato più di 500 persone, iscritte formalmente ai lavori, provenienti da tutta Italia e rappresentanti del ministero dell’Ambiente e dell’Organizzazione mondiale della sanità, si appresta a diventare un appuntamento permanente con cadenza annuale.
Sviluppo con grandi opere? - “Ciò che è importante è innanzitutto una svolta culturale su questi temi – ha aggiunto Delrio – Non sono infatti tanto preoccupato per la scarsità di risorse, perché quando la visione è chiara le risorse di trovano. Sono più preoccupato dall’idea che nel nostro Paese si continui a credere che lo sviluppo viene necessariamente dalle grandi opere”.
Il manifesto - Gli organizzatori del summit hanno elaborato il Manifesto degli Stati generali, un documento al quale è possibile aderire su www.comune.re.it/italiacambiastrada e che racchiude le linee guida e i principi della mobilità nuova (vedere anche il testo allegato).
Le conclusioni del comitato scientifico - I lavori della due giorni sono stati curati dal Comitato scientifico composto da Maria Berrini, architetto, presidente di Ambiente Italia e dell’Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio (Amat) del Comune di Milano, ricercatrice in materia di pianificazione ambientale e territoriale, in Comitato scientifico in rappresentanza di Legambiente; Matteo Dondè, architetto, esperto in pianificazione della mobilità ciclistica, moderazione del traffico e riqualificazione degli spazi pubblici, nel Comitato in rappresentanza di #salvaiciclisti;Edoardo Galatola, ingegnere, ricercatore ed esperto in sicurezza stradale e ambientale, responsabile Sicurezza di Fiab, in rappresentanza di Fiab e Maria Rosa Vittadini, docente di Tecniche di analisi urbane e territoriali presso la facoltà di Architettura, Dipartimento di Pianificazione del territorio, Università Iuav di Venezia, in rappresentanza di Anci.
Il Comitato scientifico ha elaborato un proprio Documento di sintesi conclusivo, che si riporta qui in modo schematico:
L’Italia cambia strada - Serve una Svolta:
- per Territori e Paesaggi di qualità, curati e presidiati, attrezzati per la mobilità dolce;
- per Città di persone, libere dalle auto, più sicure, sane, belle, vissute;
- per una Mobilità sostenibile, più efficiente, intelligente e funzionale;
- per i Pedoni e i Ciclisti, da mettere al centro della mobilità urbana;
- di innovazione sociale: visioni, progetti, decisioni, che siano condivise e che attingano dalle comunità.
In che Direzione:
- verso un target 20-20-20 della mobilità (intese come percentuali di ripartizione modale, tra bici, pedoni, trasporto pubblico locale-Tpl), come obiettivo medio nazionale, ma per il quale ogni città dia il proprio contributo, andando anche oltre;
- verso un target Zero incidenti in ambito urbano puntando a dimezzare subito morti e feriti tra pedoni e ciclisti;
- verso i 30 km/ora in ambito urbano con eccezione della viabilità principale o di ambiti definiti, la cui definizione sia responsabilità dei Piani locali;
- verso i 20.000 km della rete ciclabile nazionale (di cui 6.000 di EuroVelo)
Come. Le strategie:
- ridisegno degli spazi e delle strade e nuovi quartieri Car free, ai fini della moderazione del traffico e della convivenza tra diversi modi di muoversi;
- progettazione e attivazione di servizi integrati e innovativi per una città amichevole che incoraggi il passaggio dall’auto in proprietà a sistemi integrati di mobilità, ad esempio: parcheggi bici-Tpl, stalli, parcheggio spazi condominiali, ciclofficine e luoghi (Bike Square) di aggregazione, ciclabilità diffusa (corsie, preferenziazioni, reti ciclabili come valorizzazione del paesaggio), bikesharing, servizi bici cargo per le merci, intermodalità, infomobilità (orientate alle bici);
- ruolo delle comunità (privati, associazioni e cittadini) per dare loro informazione a voce, per valorizzare il loro ruolo di innovazione di servizi e di prodotti;
- individuazione di investimenti da attivare e o da ridistribuire per il finanziamento della mobilità ciclistica;
- incentivi e disincentivi come: premi a Comuni e quartieri virtuosi, incentivi per i lavoratori (premi, agevolazioni, convenzioni, abbonamenti e defiscalizzazioni per i datori di lavoro che li utilizzano). Incentivi mirati ai i giovani (premi, riconoscimento sociale, abbonamenti, convenzioni, modalità aggregazione). Riconoscimento dell’infortunio in itinere anche per lo spostamento in bici casa-lavoro. Disincentivi all’uso dell’auto (tariffazione sosta, accessi aree congestionate).
Strumenti
Revisione organica del Codice della Strada e delle norme tecniche che vanno rivisti, snelliti, armonizzati e corretti per quanto concerne la mobilità ciclistica e pedonale. Coinvolgimento delle associazioni di utenza debole nella sua ridefinizione.
Progettazione urbanistica (integrazione degli obiettivi ciclabilità nei Piani urbanistici e nei regolamenti edilizi, utilizzo mirato degli oneri di urbanizzazione, ricalibrazione degli standard di parcheggio).
Elaborazione/Revisione dei Piani locali della Mobilità, alla luce degli obiettivi di riequilibrio e di sicurezza qui indicati e redazione dei piani per la sicurezza urbana.
Sviluppo di un Piano nazionale della Mobilità ciclistica.
Istituzione della rete ciclabile nazionale anche in funzione del cicloturismo e delle attività economiche collegate e definizione della segnaletica di direzione per i percorsi ciclabili urbani ed extraurbani.
Comunicazione.
Educazione nelle scuole, università e nei luoghi di aggregazione, con progetti inclusivi (Scuole Car free, Ciclo-pedibus).
Formazione nelle Pubbliche amministrazioni, per decisori e tecnici.
Comunicazione mirata e differenziata.
Agire sui linguaggi e sui simboli.
Produrre emozioni, non dogmi.
Usare messaggi positivi e inclusivi.
Attivare strumenti dedicati (Portali web, Giornata nazionale della Bici, adesione alla Settimana Europea della mobilità, Bike Pride, Network tra buone pratiche e servizi, Campagne Bike to work – to school – to shopping).
Chi
Una Cabina di regia nazionale, incardinata dove si formano le politiche, ma anche di coordinamento traversale (Ministero dei Trasporti, dell’Ambiente, della Salute… ). Regioni con fondi e leggi dedicati, in particolare per la progettazione urbanistica. Comuni con Ufficio bici, Bike plan, partecipazione, obiettivi e monitoraggio. Comunità (imprese, associazioni, movimenti, cittadini… ) come protagonisti del cambiamento.
Altra pillola per chi fosse dotato di GPS
Un classico sempre valido.
Da Tossignano (BO) verso la vena del gesso e Casola.
Pedalata di 15 Km circa, valida scampagnata domenicale.
Buona dose d'impegno per una gita non eccessivamente tecnica.
Ottimi scorci panoramici.
Evitare in caso di fango, il tratto finale dalla sommità del Prugno al rientro verso Tossignano può risultare micidiale.
GPS del percorso
Un classico sempre valido.
Da Tossignano (BO) verso la vena del gesso e Casola.
Pedalata di 15 Km circa, valida scampagnata domenicale.
Buona dose d'impegno per una gita non eccessivamente tecnica.
Ottimi scorci panoramici.
Evitare in caso di fango, il tratto finale dalla sommità del Prugno al rientro verso Tossignano può risultare micidiale.
GPS del percorso
venerdì 5 ottobre 2012
Da Reggio Emilia il via agli "Stati generali della bicicletta"
Sarebbe stato utile partecipare.
Per chi non ha potuto, qui la diretta streaming
http://www.amicoinviaggio.it/
Sarebbe stato utile partecipare.
Per chi non ha potuto, qui la diretta streaming
http://www.amicoinviaggio.it/
lunedì 24 settembre 2012
Sito web dedicato ai servizi di bike sharing presenti in tutti i Paesi dei vari continenti.
Si può rimanere informati sulle novità e i servizi appena lanciati e consultare statistiche specifiche. Nella mappa mostrata sotto, cliccando sull’icona corrispondente ad ogni città, comparirà una finestra in cui visualizzare le principali informazioni relative al servizio bike sharing della città stessa.
Attualmente il Bike Sharing più grande del mondo è quello di Wuhan, in Cina, con circa 30 mila biciclette a disposizione alla fine del 2010, che secondo accordi dovranno presto salire a 70 mila unità.
In Europa ovviamente è la maggior concentrazione di stazioni bike sharing, la Spagna probabilmente (dai dati mostrati dalla mappa) è il Paese con il numero più in alto in assoluto, anche se come dato unico non vuol dire molto, visto che bisogna poi verificare l’effettivo impiego del servizio da parte dei cittadini. Due sole stazioni in tutta l’Australia, due in India, due anche nella penisola arabica, in Qatar e a Tel-Aviv, in Israele.
Per quanto riguarda l’Italia, risulta spaccata in due, con un numero più consistente di bike sharing in alcune regioni del nord come Piemonte e Lombardia.
Per quanto riguarda l’Italia, risulta spaccata in due, con un numero più consistente di bike sharing in alcune regioni del nord come Piemonte e Lombardia.
giovedì 6 settembre 2012
Nulla c'entra con al bici, salvo forse la buona alimentazione con frutta fresca.
La solita azienda agricola amica di ciclo guide ha iniziato la raccolta delle Mele Golden
Se interessa, dati i costi che normalmente questo tipo di frutta ha sul mercato al dettaglio (circa 0.95 - 1.75 euro al Kg), l'azienda propone ai simpatizzanti ciclo guide la vendita diretta.
L'azienda è di Rossetta di Bagnacavallo (RA)
Propone il ritiro diretto dal proprio domicilio.
Dal produttore al consumatore al costo di euro 0.60 al Kg
Per multipli di 1 kg
Gli interessati possono contattare la mail di ciclo guide
cicloguide@racine.ra.it
Lasciando
Cognome Nome e numero di telefono
L'azienda provvederà a contattare e concordare o fornire info necessarie
Saluti
martedì 4 settembre 2012
www.amicoinviaggio.it
Per cominciare ci parla del famoso itinerario Berlino Copenaghen.
Per altri nuovi contenuti in arrivo...stay tuned! ;)
Ciclabile Berlino-Copenhagen
Per gli amici di ciclo guide e per quelli di amico in viaggio quindi informo che i contenuti potranno essere rintracciati anche
sul sito
www.amicoinviaggio.it
oppure sulle pagine facebook
http://www.facebook.com/Amicoinviaggio.it
Dove, oltre alle informative di ciclo guide, trovate un mondo di novità ed notizie dedicate al turismo in bici
Lo staff aspetta le vostre visite
Saluti
Gimondino
Ciclo news notizie dal web
Roberto Babini, pubblicista, ciclo-guida, esperto di reti ciclabili, è da oggi una "penna" di amicoinviaggio.itPer cominciare ci parla del famoso itinerario Berlino Copenaghen.
Per altri nuovi contenuti in arrivo...stay tuned! ;)
Ciclabile Berlino-Copenhagen
Per gli amici di ciclo guide e per quelli di amico in viaggio quindi informo che i contenuti potranno essere rintracciati anche
sul sito
www.amicoinviaggio.it
oppure sulle pagine facebook
http://www.facebook.com/Amicoinviaggio.it
Dove, oltre alle informative di ciclo guide, trovate un mondo di novità ed notizie dedicate al turismo in bici
Lo staff aspetta le vostre visite
Saluti
Gimondino
lunedì 3 settembre 2012
MTB STYLE
Continua la ricerca di percorsi adatti a molte stagioni.
Il cammino di S.Vicinio. Sarsina, facilmente accessibile dalla E45, uscita Sarsina Sud. Percorso che, sotto il profilo tecnico, non ha nulla da offrire ma può dirsi adatto
Continua la ricerca di percorsi adatti a molte stagioni.
Il cammino di S.Vicinio. Sarsina, facilmente accessibile dalla E45, uscita Sarsina Sud. Percorso che, sotto il profilo tecnico, non ha nulla da offrire ma può dirsi adatto
ad una buona sgambata. Panoramicamente splendido.
Tecnicamente, una salita di pendenza non difficile (mediamente 6%) abbastanza lunga ma con vari tratti che consentono di rifiatare.
Una splendida panoramica sull'appennino Una discesa per tornare, con fondo buono e di caratteristiche tecniche paragonabili alla salita. La discesa ha tendenza a restare in ombra, quindi più umida e fredda. Il percorso può essere affrontato anche nel senso inverso. Adatto, come detto, a molte stagioni, anche in periodi fangosi... Buone pedalate.
http://www.giscover.com/tours/tour/display/13232
E per una piccola anteprima
http://www.youtube.com/watch?v=bYIenpAVT_w
Tecnicamente, una salita di pendenza non difficile (mediamente 6%) abbastanza lunga ma con vari tratti che consentono di rifiatare.
Una splendida panoramica sull'appennino Una discesa per tornare, con fondo buono e di caratteristiche tecniche paragonabili alla salita. La discesa ha tendenza a restare in ombra, quindi più umida e fredda. Il percorso può essere affrontato anche nel senso inverso. Adatto, come detto, a molte stagioni, anche in periodi fangosi... Buone pedalate.
http://www.giscover.com/tours/tour/display/13232
E per una piccola anteprima
http://www.youtube.com/watch?v=bYIenpAVT_w
sabato 1 settembre 2012
Voglia di gita in bici ?
Dalla Romagna alla Toscana
Un percorso ciclo-turistico da affrontare in tutta semplicità.
Serve allenamento e pratica nell'uso della bici, ci sono delle salite da affrontare ma permette una comoda gestione, sia per chi desidera farne un w-end di bici, sia per chi desidera pianificare una gita in più tappe.
Comoda l'opportunità di pianificare tappe anche brevi, comoda anche l'opportunità di poter utilizzare la linea ferroviaria per potersi "aiutare" in caso di difficoltà.(meteo/fatica)
La linea FFSS Faenza-Firenze consente l'opzione treno+bici, anche se occorre sapere che le carrozze non sono in grado di ospitare molte bici.
Ecco i dati necessari a rendere l'idea
Da Alfonsine FFSS a Firenze FFSS sono 146 Km da affrontare con tutta serenità per approfittare degli splendidi scorsi dell'appennino Tosco-Romagnolo. Da Alfonsine a Faenza il tratto è completamente pianeggiante e può essere affrontato in tutto relax,
La prima salita.Faenza-Passo della Colla può essere considerata in due fasi distinte.
Da Faenza a Marradi, tutto sommato è una passeggiata, circa 37 KM con un dislivello di 335 mt (vale a dire una pendenza media di circa 1%)
La fase appenninica inizia a sentirsi dopo Marradi fino al valico della Colla, circa 16 Km di salita impegnativa (una media del 4% ma ci sono tratti insidiosi)
Una comoda discesa fino a Borgo S.Lorenzo per poi affrontare una nuova salita.
La Vetta Croci, che porta alle colline sopra Fiesole, presenta tratti di fondovalle, nel complesso 15 Km circa con pendenza media attorno al 3%, ma le pendenze si concentrano nel tratto finale, dopo Polcanto e con lunghi tratti fino alla vetta. Dalle colline, fino a Fiesole e poi a Firenze, una passeggiata.
Il percorso è reversibile e può essere affrontato sui due versanti.
Il rientro Firenze-Faenza (oppure Faenza - Firenze) si può effettuare in treno.
Qui potete trovare il link al percorso, da scaricare per il Vs GPShttp://www.giscover.com/tours/tour/display/13928
Link dove trovate anche mappa, altimetria etc...
Saluti e bici
Gimondino
Dalla Romagna alla Toscana
Un percorso ciclo-turistico da affrontare in tutta semplicità.
Serve allenamento e pratica nell'uso della bici, ci sono delle salite da affrontare ma permette una comoda gestione, sia per chi desidera farne un w-end di bici, sia per chi desidera pianificare una gita in più tappe.
Comoda l'opportunità di pianificare tappe anche brevi, comoda anche l'opportunità di poter utilizzare la linea ferroviaria per potersi "aiutare" in caso di difficoltà.(meteo/fatica)
La linea FFSS Faenza-Firenze consente l'opzione treno+bici, anche se occorre sapere che le carrozze non sono in grado di ospitare molte bici.
Ecco i dati necessari a rendere l'idea
Da Alfonsine FFSS a Firenze FFSS sono 146 Km da affrontare con tutta serenità per approfittare degli splendidi scorsi dell'appennino Tosco-Romagnolo. Da Alfonsine a Faenza il tratto è completamente pianeggiante e può essere affrontato in tutto relax,
La prima salita.Faenza-Passo della Colla può essere considerata in due fasi distinte.
Da Faenza a Marradi, tutto sommato è una passeggiata, circa 37 KM con un dislivello di 335 mt (vale a dire una pendenza media di circa 1%)
La fase appenninica inizia a sentirsi dopo Marradi fino al valico della Colla, circa 16 Km di salita impegnativa (una media del 4% ma ci sono tratti insidiosi)
Una comoda discesa fino a Borgo S.Lorenzo per poi affrontare una nuova salita.
La Vetta Croci, che porta alle colline sopra Fiesole, presenta tratti di fondovalle, nel complesso 15 Km circa con pendenza media attorno al 3%, ma le pendenze si concentrano nel tratto finale, dopo Polcanto e con lunghi tratti fino alla vetta. Dalle colline, fino a Fiesole e poi a Firenze, una passeggiata.
Il percorso è reversibile e può essere affrontato sui due versanti.
Il rientro Firenze-Faenza (oppure Faenza - Firenze) si può effettuare in treno.
Qui potete trovare il link al percorso, da scaricare per il Vs GPShttp://www.giscover.com/tours/tour/display/13928
Link dove trovate anche mappa, altimetria etc...
Saluti e bici
Gimondino
mercoledì 22 agosto 2012
Una bici usata – come fare – cosa verificare
Di Roberto Babini
cicloguide@racine.ra.it
In un precedente
articolo http://cicloguidelugo.blogspot.it/2012_08_13_archive.html
si è parlato diffusamente dei dubbi che sono connessi alla scelta di
una nuova bici, che tipo di materiale, misura del telaio, insomma quale debba
essere la bici più adatta ai propri requisiti ed al tipo di utilizzo che
intendiamo farne.
Nel momento in cui abbiamo, per così dire,
individuato la bici che fa al nostro caso, occorre non dimenticare (portamonete
alla mano) che esiste anche il “mondo dell’usato”.
Come accade per il
mercato dell’auto, anche nelle bici esistono diverse opportunità di acquistarne
una di seconda mano ed ottenere comunque un mezzo di buona qualità,
risparmiando sul prezzo.
Molti sportivi, cambiano
spesso la bici, alcuni magari solo per seguire la “moda” comprano un nuovo
modello e lo rivendono nel giro di uno o due anni.
E' abbastanza facile
trovare bici usate di alto livello, con costi accessibili.
Anche come primo
acquisto, l’ipotesi dell'usato non è da scartare ma occorre fare attenzione a
diversi particolari.
Ecco una piccola lista
di suggerimenti per cercare di uscirne soddisfatti e non gabbati.
Il presupposto per
l’acquisto non deve essere il prezzo appetibile, occorre sempre ricordare che
si tratta di trovare la bici più adatta ai nostri requisiti, quindi per evitare
problemi successivi, trovarla della misura adatta al nostro fisico.
Questo significa, a meno
di non essere fortunelli, che occorrerà spendere un poco di tempo, visitare
diversi negozi, leggere diverse inserzioni, insomma avere un poco di pazienza e
saper attendere la giusta occasione.
Conviene sempre
informarsi, preventivamente, sui prezzi di listino dei modelli in modo da
valutare concretamente (in soldoni) di quale risparmio si parli, in genere la
differenza dal prezzo di listino dovrebbe aggirarsi su un minimo del 30%.
Se siete interessati ad
un’inserzione, ricordate che occorrerà prendere in considerazione anche i costi
di una trasferta (magari anche non breve) per incontrare l’offerente e
visionare di persona che la bici soddisfi le vostre giuste esigenze.
In negozio, chiedete
informazioni sul precedente proprietario, come usava la bici e per quale motivo
ha venduto.
Un piccolo giretto è
sempre d’obbligo, quindi chiedete sempre di provarla, magari solo nel cortile
del negozio o dell’abitazione del privato, verificate scricchiolii “sospetti”.
Se acquistate da un
privato attenzione al pagamento:
ü
Se intendete pagare con assegno, è
probabile che il venditore chieda di trattenere la bici a titolo di garanzia,
fino al momento in cui l’assegno non gli verrà accreditato.
ü
Attenzione alle bici rubate.
Prima
di sborsare del denaro sonante, se il prezzo è davvero troppo allettante per
essere credibile occorre sospettare.
Innanzitutto verificate il numero di telaio che ogni bici deve
avere.
Si
tratta di un numero inciso nel telaio, di solito, si trova sulla scatola del
movimento centrale oppure sul forcellino posteriore, se il numero è stato
limato oppure è irriconoscibile il sospetto è più che fondato.
La
furbizia non mette al riparo, oltre ad essere perseguibili per legge (che non
ammette ignoranza) state solo favorendo un furto e magari potreste essere la
prossima vittima, uomo avvisato…
Ma cosa devo controllare
per verificare che la bici sia “a posto” ?
Un minimo di rischio
nell’acquisto di un usato esiste sempre, un usato (occorre ricordarlo) non ha
garanzia, quindi è bene spendere più tempo nei controlli preliminari, nel caso
di incertezza meglio farsi “aiutare” da un amico più esperto oppure desistere.
Ecco una piccola lista
di controlli, chiamiamolo (per restare in ambito ciclistico) un tour di
controllo della bici in esame in 10 tappe.
lunedì 20 agosto 2012
Percorsi turistici

Per la nostra serie delle "segnalazioni di servizio"
Questa volta tocca alla Svizzera
Per chi volesse pianificare ferie, per chi avesse da trasportare valuta oltreconfine... :-)
http://www.veloland.ch/it/routen_list.cfm?tour=route&art=national
Buone pedalate
Per la nostra serie delle "segnalazioni di servizio"
Questa volta tocca alla Svizzera
Per chi volesse pianificare ferie, per chi avesse da trasportare valuta oltreconfine... :-)
http://www.veloland.ch/it/routen_list.cfm?tour=route&art=national
Buone pedalate
Iscriviti a:
Post (Atom)


