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lunedì 19 novembre 2012
mercoledì 10 ottobre 2012
Tutti al mare ?
Quasi 700 Km per questo itinerario di "viaggio" che coinvolge diversi paesi: Germania Austria ed Italia.Caricato e proposto qui come da Monaco verso il mare italiano, con arrivo a Porto Garibaldi, la traccia può comunque essere reversibile in modo da partire dal "mare nostrum" per recarsi in Germania.Le tracce sono spezzate in più tappe (tra 100 e 50 Km cad) ma ovviamente libera scelta a quanti Km affrontare durante la giornata secondo il proprio gusto e la propria gamba.Traccia GPS
lunedì 8 ottobre 2012
Lamone by BIKE
Percorso pianeggiante di circa 35 Km.
Itinerario contenuto nella brochure "biciclettando" promosso dall'unione dei comuni della Bassa Romagna.
Quasi completamente sterrato, adatto alle MTB segue l'andamento arginale del fiume Lamone per giu
Percorso pianeggiante di circa 35 Km.
Itinerario contenuto nella brochure "biciclettando" promosso dall'unione dei comuni della Bassa Romagna.
Quasi completamente sterrato, adatto alle MTB segue l'andamento arginale del fiume Lamone per giu
ngere fino al mare.
Alcune note tecniche: Da affrontare con cautela in stagione di caccia... il percorso può risultare anche difficoltoso a causa dello stato di manutenzione della sommità arginale, specie nel tratto Torri di Mezzano-Valle della canna, dove la presenza di erba alta suggerisce l'uso del machete.
traccia GPS
Presto anche una nuova traccia per aumentare questo percorso, iniziando da Faenza.
Alcune note tecniche: Da affrontare con cautela in stagione di caccia... il percorso può risultare anche difficoltoso a causa dello stato di manutenzione della sommità arginale, specie nel tratto Torri di Mezzano-Valle della canna, dove la presenza di erba alta suggerisce l'uso del machete.
traccia GPS
Presto anche una nuova traccia per aumentare questo percorso, iniziando da Faenza.
domenica 7 ottobre 2012
Stati generali della Bicicletta, ecco le proposte conclusive
Abbassare il limite di velocità a 30 chilometri orari sulle strade urbane (ad eccezione di quelle di grande scorrimento) e invertite le priorità degli investimenti pubblici in materia di mobilità: non più grandi opere ma interventi puntuali a fare di pedoni e ciclisti nelle città. Sono queste alcune delle proposte emerse a Reggio Emilia a conclusione dagli Stati generali della Bicicletta e della Mobilità nuova.
In che Direzione:
Come. Le strategie:
Strumenti
Revisione organica del Codice della Strada e delle norme tecniche che vanno rivisti, snelliti, armonizzati e corretti per quanto concerne la mobilità ciclistica e pedonale. Coinvolgimento delle associazioni di utenza debole nella sua ridefinizione.
Progettazione urbanistica (integrazione degli obiettivi ciclabilità nei Piani urbanistici e nei regolamenti edilizi, utilizzo mirato degli oneri di urbanizzazione, ricalibrazione degli standard di parcheggio).
Elaborazione/Revisione dei Piani locali della Mobilità, alla luce degli obiettivi di riequilibrio e di sicurezza qui indicati e redazione dei piani per la sicurezza urbana.
Sviluppo di un Piano nazionale della Mobilità ciclistica.
Istituzione della rete ciclabile nazionale anche in funzione del cicloturismo e delle attività economiche collegate e definizione della segnaletica di direzione per i percorsi ciclabili urbani ed extraurbani.
Comunicazione.
Educazione nelle scuole, università e nei luoghi di aggregazione, con progetti inclusivi (Scuole Car free, Ciclo-pedibus).
Formazione nelle Pubbliche amministrazioni, per decisori e tecnici.
Comunicazione mirata e differenziata.
Agire sui linguaggi e sui simboli.
Produrre emozioni, non dogmi.
Usare messaggi positivi e inclusivi.
Attivare strumenti dedicati (Portali web, Giornata nazionale della Bici, adesione alla Settimana Europea della mobilità, Bike Pride, Network tra buone pratiche e servizi, Campagne Bike to work – to school – to shopping).
Chi
Una Cabina di regia nazionale, incardinata dove si formano le politiche, ma anche di coordinamento traversale (Ministero dei Trasporti, dell’Ambiente, della Salute… ). Regioni con fondi e leggi dedicati, in particolare per la progettazione urbanistica. Comuni con Ufficio bici, Bike plan, partecipazione, obiettivi e monitoraggio. Comunità (imprese, associazioni, movimenti, cittadini… ) come protagonisti del cambiamento.
L’evento nazionale è stato promosso da Anci, Legambiente, Fiab e #salvaiciclisti con la collaborazione del Comune di Reggio Emilia e l’adesione della Presidenza della Repubblica, per parlare di mobilità nuova, ciclabilità e qualità urbana, ma soprattutto per dar vita a cambiamenti concreti basati su impegni vincolanti per le Amministrazioni.
Nella due giorni di lavori – il 5 e 6 ottobre al Centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio - amministratori, tecnici e associazioni di ciclisti si sono confrontati sulle diverse soluzioni praticabili per “far cambiare strada all’Italia” e diffondere nel nostro Paese una cultura della ciclabilità paragonabile a quella del nord Europa. Cinque a riguardo, le aree di riflessione: normativa (modifiche al Codice della strada e altre normative correlate), organizzazione della mobilità urbana (moderazione del traffico, Zone 30, Ztl, Ztm), governance (politiche nazionali, investimenti, incentivi/disincentivi), cultura ed educazione alla mobilità sostenibile (formazione, informazione e comunicazione con l’obiettivo di far crescere l’opinione pubblica sul tema) e reti ciclabili (circuiti nazionali e locali).
Le proposte conclusive - Dal confronto è emerso un documento - un Libro di Impegni per le Amministrazioni di ogni livello, disponibile nelle prossime ore sul sito www.comune.re.it/italiacambiastrada e sui siti delle associazioni promotrici – che sintetizza le proposte principali in materia di mobilità nuova. Tra queste vi sono appunto la riduzione al limite dei 30 chilometri orari della velocità urbana, il rafforzamento degli investimenti sul trasporto pubblico e sulle infrastrutture minori e gli spazi a servizio di ciclisti e pedoni, il dimezzamento della mortalità causata da incidenti in ambito urbano, la creazione di una rete di slow cities impegnate a promuovere una nuova filosofia di mobilità nelle città e a continuare il confronto e lo scambio di idee e best practice, l’introduzione di corsi di mobilità ciclistica nelle scuole, il ridisegno delle città mettendo al centro della pianificazione pedoni e ciclisti.
Delrio: chi si candida, si impegni per la mobilità sostenibile - “Il cambiamento nasce dal basso e dalle città, per questo bisogna lavorare per diffondere una cultura amministrativa che renda la mobilità ciclabile parte della programmazione degli enti locali – ha detto oggi Graziano Delrio, presidente dell’Anci e sindaco di Reggio Emilia, a conclusione del dibattito – L’alleanza tra associazioni e Comuni di cui questo evento è testimone costituisce una grande potenzialità da sfruttare per rendere il cambiamento ineluttabile. Per questo occorre che chi si candida a governare il Paese, chiunque sia, prenda impegni precisi in materia di mobilità dolce sia in termini di azioni, sia di monitoraggio delle città attraverso indicatori. Il tema della mobilità sostenibile deve entrare nell’agenda del Paese e il lavoro svolto in questi giorni deve proseguire con i sindaci in prima fila in questa grande campagna per una mobilità nuova”.
Gli Stati generali difatti, dopo l’esperienza positiva di questa prima edizione, a cui hanno partecipato più di 500 persone, iscritte formalmente ai lavori, provenienti da tutta Italia e rappresentanti del ministero dell’Ambiente e dell’Organizzazione mondiale della sanità, si appresta a diventare un appuntamento permanente con cadenza annuale.
Sviluppo con grandi opere? - “Ciò che è importante è innanzitutto una svolta culturale su questi temi – ha aggiunto Delrio – Non sono infatti tanto preoccupato per la scarsità di risorse, perché quando la visione è chiara le risorse di trovano. Sono più preoccupato dall’idea che nel nostro Paese si continui a credere che lo sviluppo viene necessariamente dalle grandi opere”.
Il manifesto - Gli organizzatori del summit hanno elaborato il Manifesto degli Stati generali, un documento al quale è possibile aderire su www.comune.re.it/italiacambiastrada e che racchiude le linee guida e i principi della mobilità nuova (vedere anche il testo allegato).
Le conclusioni del comitato scientifico - I lavori della due giorni sono stati curati dal Comitato scientifico composto da Maria Berrini, architetto, presidente di Ambiente Italia e dell’Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio (Amat) del Comune di Milano, ricercatrice in materia di pianificazione ambientale e territoriale, in Comitato scientifico in rappresentanza di Legambiente; Matteo Dondè, architetto, esperto in pianificazione della mobilità ciclistica, moderazione del traffico e riqualificazione degli spazi pubblici, nel Comitato in rappresentanza di #salvaiciclisti;Edoardo Galatola, ingegnere, ricercatore ed esperto in sicurezza stradale e ambientale, responsabile Sicurezza di Fiab, in rappresentanza di Fiab e Maria Rosa Vittadini, docente di Tecniche di analisi urbane e territoriali presso la facoltà di Architettura, Dipartimento di Pianificazione del territorio, Università Iuav di Venezia, in rappresentanza di Anci.
Il Comitato scientifico ha elaborato un proprio Documento di sintesi conclusivo, che si riporta qui in modo schematico:
L’Italia cambia strada - Serve una Svolta:
Nella due giorni di lavori – il 5 e 6 ottobre al Centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio - amministratori, tecnici e associazioni di ciclisti si sono confrontati sulle diverse soluzioni praticabili per “far cambiare strada all’Italia” e diffondere nel nostro Paese una cultura della ciclabilità paragonabile a quella del nord Europa. Cinque a riguardo, le aree di riflessione: normativa (modifiche al Codice della strada e altre normative correlate), organizzazione della mobilità urbana (moderazione del traffico, Zone 30, Ztl, Ztm), governance (politiche nazionali, investimenti, incentivi/disincentivi), cultura ed educazione alla mobilità sostenibile (formazione, informazione e comunicazione con l’obiettivo di far crescere l’opinione pubblica sul tema) e reti ciclabili (circuiti nazionali e locali).
Le proposte conclusive - Dal confronto è emerso un documento - un Libro di Impegni per le Amministrazioni di ogni livello, disponibile nelle prossime ore sul sito www.comune.re.it/italiacambiastrada e sui siti delle associazioni promotrici – che sintetizza le proposte principali in materia di mobilità nuova. Tra queste vi sono appunto la riduzione al limite dei 30 chilometri orari della velocità urbana, il rafforzamento degli investimenti sul trasporto pubblico e sulle infrastrutture minori e gli spazi a servizio di ciclisti e pedoni, il dimezzamento della mortalità causata da incidenti in ambito urbano, la creazione di una rete di slow cities impegnate a promuovere una nuova filosofia di mobilità nelle città e a continuare il confronto e lo scambio di idee e best practice, l’introduzione di corsi di mobilità ciclistica nelle scuole, il ridisegno delle città mettendo al centro della pianificazione pedoni e ciclisti.
Delrio: chi si candida, si impegni per la mobilità sostenibile - “Il cambiamento nasce dal basso e dalle città, per questo bisogna lavorare per diffondere una cultura amministrativa che renda la mobilità ciclabile parte della programmazione degli enti locali – ha detto oggi Graziano Delrio, presidente dell’Anci e sindaco di Reggio Emilia, a conclusione del dibattito – L’alleanza tra associazioni e Comuni di cui questo evento è testimone costituisce una grande potenzialità da sfruttare per rendere il cambiamento ineluttabile. Per questo occorre che chi si candida a governare il Paese, chiunque sia, prenda impegni precisi in materia di mobilità dolce sia in termini di azioni, sia di monitoraggio delle città attraverso indicatori. Il tema della mobilità sostenibile deve entrare nell’agenda del Paese e il lavoro svolto in questi giorni deve proseguire con i sindaci in prima fila in questa grande campagna per una mobilità nuova”.
Gli Stati generali difatti, dopo l’esperienza positiva di questa prima edizione, a cui hanno partecipato più di 500 persone, iscritte formalmente ai lavori, provenienti da tutta Italia e rappresentanti del ministero dell’Ambiente e dell’Organizzazione mondiale della sanità, si appresta a diventare un appuntamento permanente con cadenza annuale.
Sviluppo con grandi opere? - “Ciò che è importante è innanzitutto una svolta culturale su questi temi – ha aggiunto Delrio – Non sono infatti tanto preoccupato per la scarsità di risorse, perché quando la visione è chiara le risorse di trovano. Sono più preoccupato dall’idea che nel nostro Paese si continui a credere che lo sviluppo viene necessariamente dalle grandi opere”.
Il manifesto - Gli organizzatori del summit hanno elaborato il Manifesto degli Stati generali, un documento al quale è possibile aderire su www.comune.re.it/italiacambiastrada e che racchiude le linee guida e i principi della mobilità nuova (vedere anche il testo allegato).
Le conclusioni del comitato scientifico - I lavori della due giorni sono stati curati dal Comitato scientifico composto da Maria Berrini, architetto, presidente di Ambiente Italia e dell’Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio (Amat) del Comune di Milano, ricercatrice in materia di pianificazione ambientale e territoriale, in Comitato scientifico in rappresentanza di Legambiente; Matteo Dondè, architetto, esperto in pianificazione della mobilità ciclistica, moderazione del traffico e riqualificazione degli spazi pubblici, nel Comitato in rappresentanza di #salvaiciclisti;Edoardo Galatola, ingegnere, ricercatore ed esperto in sicurezza stradale e ambientale, responsabile Sicurezza di Fiab, in rappresentanza di Fiab e Maria Rosa Vittadini, docente di Tecniche di analisi urbane e territoriali presso la facoltà di Architettura, Dipartimento di Pianificazione del territorio, Università Iuav di Venezia, in rappresentanza di Anci.
Il Comitato scientifico ha elaborato un proprio Documento di sintesi conclusivo, che si riporta qui in modo schematico:
L’Italia cambia strada - Serve una Svolta:
- per Territori e Paesaggi di qualità, curati e presidiati, attrezzati per la mobilità dolce;
- per Città di persone, libere dalle auto, più sicure, sane, belle, vissute;
- per una Mobilità sostenibile, più efficiente, intelligente e funzionale;
- per i Pedoni e i Ciclisti, da mettere al centro della mobilità urbana;
- di innovazione sociale: visioni, progetti, decisioni, che siano condivise e che attingano dalle comunità.
In che Direzione:
- verso un target 20-20-20 della mobilità (intese come percentuali di ripartizione modale, tra bici, pedoni, trasporto pubblico locale-Tpl), come obiettivo medio nazionale, ma per il quale ogni città dia il proprio contributo, andando anche oltre;
- verso un target Zero incidenti in ambito urbano puntando a dimezzare subito morti e feriti tra pedoni e ciclisti;
- verso i 30 km/ora in ambito urbano con eccezione della viabilità principale o di ambiti definiti, la cui definizione sia responsabilità dei Piani locali;
- verso i 20.000 km della rete ciclabile nazionale (di cui 6.000 di EuroVelo)
Come. Le strategie:
- ridisegno degli spazi e delle strade e nuovi quartieri Car free, ai fini della moderazione del traffico e della convivenza tra diversi modi di muoversi;
- progettazione e attivazione di servizi integrati e innovativi per una città amichevole che incoraggi il passaggio dall’auto in proprietà a sistemi integrati di mobilità, ad esempio: parcheggi bici-Tpl, stalli, parcheggio spazi condominiali, ciclofficine e luoghi (Bike Square) di aggregazione, ciclabilità diffusa (corsie, preferenziazioni, reti ciclabili come valorizzazione del paesaggio), bikesharing, servizi bici cargo per le merci, intermodalità, infomobilità (orientate alle bici);
- ruolo delle comunità (privati, associazioni e cittadini) per dare loro informazione a voce, per valorizzare il loro ruolo di innovazione di servizi e di prodotti;
- individuazione di investimenti da attivare e o da ridistribuire per il finanziamento della mobilità ciclistica;
- incentivi e disincentivi come: premi a Comuni e quartieri virtuosi, incentivi per i lavoratori (premi, agevolazioni, convenzioni, abbonamenti e defiscalizzazioni per i datori di lavoro che li utilizzano). Incentivi mirati ai i giovani (premi, riconoscimento sociale, abbonamenti, convenzioni, modalità aggregazione). Riconoscimento dell’infortunio in itinere anche per lo spostamento in bici casa-lavoro. Disincentivi all’uso dell’auto (tariffazione sosta, accessi aree congestionate).
Strumenti
Revisione organica del Codice della Strada e delle norme tecniche che vanno rivisti, snelliti, armonizzati e corretti per quanto concerne la mobilità ciclistica e pedonale. Coinvolgimento delle associazioni di utenza debole nella sua ridefinizione.
Progettazione urbanistica (integrazione degli obiettivi ciclabilità nei Piani urbanistici e nei regolamenti edilizi, utilizzo mirato degli oneri di urbanizzazione, ricalibrazione degli standard di parcheggio).
Elaborazione/Revisione dei Piani locali della Mobilità, alla luce degli obiettivi di riequilibrio e di sicurezza qui indicati e redazione dei piani per la sicurezza urbana.
Sviluppo di un Piano nazionale della Mobilità ciclistica.
Istituzione della rete ciclabile nazionale anche in funzione del cicloturismo e delle attività economiche collegate e definizione della segnaletica di direzione per i percorsi ciclabili urbani ed extraurbani.
Comunicazione.
Educazione nelle scuole, università e nei luoghi di aggregazione, con progetti inclusivi (Scuole Car free, Ciclo-pedibus).
Formazione nelle Pubbliche amministrazioni, per decisori e tecnici.
Comunicazione mirata e differenziata.
Agire sui linguaggi e sui simboli.
Produrre emozioni, non dogmi.
Usare messaggi positivi e inclusivi.
Attivare strumenti dedicati (Portali web, Giornata nazionale della Bici, adesione alla Settimana Europea della mobilità, Bike Pride, Network tra buone pratiche e servizi, Campagne Bike to work – to school – to shopping).
Chi
Una Cabina di regia nazionale, incardinata dove si formano le politiche, ma anche di coordinamento traversale (Ministero dei Trasporti, dell’Ambiente, della Salute… ). Regioni con fondi e leggi dedicati, in particolare per la progettazione urbanistica. Comuni con Ufficio bici, Bike plan, partecipazione, obiettivi e monitoraggio. Comunità (imprese, associazioni, movimenti, cittadini… ) come protagonisti del cambiamento.
Altra pillola per chi fosse dotato di GPS
Un classico sempre valido.
Da Tossignano (BO) verso la vena del gesso e Casola.
Pedalata di 15 Km circa, valida scampagnata domenicale.
Buona dose d'impegno per una gita non eccessivamente tecnica.
Ottimi scorci panoramici.
Evitare in caso di fango, il tratto finale dalla sommità del Prugno al rientro verso Tossignano può risultare micidiale.
GPS del percorso
Un classico sempre valido.
Da Tossignano (BO) verso la vena del gesso e Casola.
Pedalata di 15 Km circa, valida scampagnata domenicale.
Buona dose d'impegno per una gita non eccessivamente tecnica.
Ottimi scorci panoramici.
Evitare in caso di fango, il tratto finale dalla sommità del Prugno al rientro verso Tossignano può risultare micidiale.
GPS del percorso
venerdì 5 ottobre 2012
Da Reggio Emilia il via agli "Stati generali della bicicletta"
Sarebbe stato utile partecipare.
Per chi non ha potuto, qui la diretta streaming
http://www.amicoinviaggio.it/
Sarebbe stato utile partecipare.
Per chi non ha potuto, qui la diretta streaming
http://www.amicoinviaggio.it/
lunedì 24 settembre 2012
Sito web dedicato ai servizi di bike sharing presenti in tutti i Paesi dei vari continenti.
Si può rimanere informati sulle novità e i servizi appena lanciati e consultare statistiche specifiche. Nella mappa mostrata sotto, cliccando sull’icona corrispondente ad ogni città, comparirà una finestra in cui visualizzare le principali informazioni relative al servizio bike sharing della città stessa.
Attualmente il Bike Sharing più grande del mondo è quello di Wuhan, in Cina, con circa 30 mila biciclette a disposizione alla fine del 2010, che secondo accordi dovranno presto salire a 70 mila unità.
In Europa ovviamente è la maggior concentrazione di stazioni bike sharing, la Spagna probabilmente (dai dati mostrati dalla mappa) è il Paese con il numero più in alto in assoluto, anche se come dato unico non vuol dire molto, visto che bisogna poi verificare l’effettivo impiego del servizio da parte dei cittadini. Due sole stazioni in tutta l’Australia, due in India, due anche nella penisola arabica, in Qatar e a Tel-Aviv, in Israele.
Per quanto riguarda l’Italia, risulta spaccata in due, con un numero più consistente di bike sharing in alcune regioni del nord come Piemonte e Lombardia.
Per quanto riguarda l’Italia, risulta spaccata in due, con un numero più consistente di bike sharing in alcune regioni del nord come Piemonte e Lombardia.
giovedì 6 settembre 2012
Nulla c'entra con al bici, salvo forse la buona alimentazione con frutta fresca.
La solita azienda agricola amica di ciclo guide ha iniziato la raccolta delle Mele Golden
Se interessa, dati i costi che normalmente questo tipo di frutta ha sul mercato al dettaglio (circa 0.95 - 1.75 euro al Kg), l'azienda propone ai simpatizzanti ciclo guide la vendita diretta.
L'azienda è di Rossetta di Bagnacavallo (RA)
Propone il ritiro diretto dal proprio domicilio.
Dal produttore al consumatore al costo di euro 0.60 al Kg
Per multipli di 1 kg
Gli interessati possono contattare la mail di ciclo guide
cicloguide@racine.ra.it
Lasciando
Cognome Nome e numero di telefono
L'azienda provvederà a contattare e concordare o fornire info necessarie
Saluti
martedì 4 settembre 2012
www.amicoinviaggio.it
Per cominciare ci parla del famoso itinerario Berlino Copenaghen.
Per altri nuovi contenuti in arrivo...stay tuned! ;)
Ciclabile Berlino-Copenhagen
Per gli amici di ciclo guide e per quelli di amico in viaggio quindi informo che i contenuti potranno essere rintracciati anche
sul sito
www.amicoinviaggio.it
oppure sulle pagine facebook
http://www.facebook.com/Amicoinviaggio.it
Dove, oltre alle informative di ciclo guide, trovate un mondo di novità ed notizie dedicate al turismo in bici
Lo staff aspetta le vostre visite
Saluti
Gimondino
Ciclo news notizie dal web
Roberto Babini, pubblicista, ciclo-guida, esperto di reti ciclabili, è da oggi una "penna" di amicoinviaggio.itPer cominciare ci parla del famoso itinerario Berlino Copenaghen.
Per altri nuovi contenuti in arrivo...stay tuned! ;)
Ciclabile Berlino-Copenhagen
Per gli amici di ciclo guide e per quelli di amico in viaggio quindi informo che i contenuti potranno essere rintracciati anche
sul sito
www.amicoinviaggio.it
oppure sulle pagine facebook
http://www.facebook.com/Amicoinviaggio.it
Dove, oltre alle informative di ciclo guide, trovate un mondo di novità ed notizie dedicate al turismo in bici
Lo staff aspetta le vostre visite
Saluti
Gimondino
lunedì 3 settembre 2012
MTB STYLE
Continua la ricerca di percorsi adatti a molte stagioni.
Il cammino di S.Vicinio. Sarsina, facilmente accessibile dalla E45, uscita Sarsina Sud. Percorso che, sotto il profilo tecnico, non ha nulla da offrire ma può dirsi adatto
Continua la ricerca di percorsi adatti a molte stagioni.
Il cammino di S.Vicinio. Sarsina, facilmente accessibile dalla E45, uscita Sarsina Sud. Percorso che, sotto il profilo tecnico, non ha nulla da offrire ma può dirsi adatto
ad una buona sgambata. Panoramicamente splendido.
Tecnicamente, una salita di pendenza non difficile (mediamente 6%) abbastanza lunga ma con vari tratti che consentono di rifiatare.
Una splendida panoramica sull'appennino Una discesa per tornare, con fondo buono e di caratteristiche tecniche paragonabili alla salita. La discesa ha tendenza a restare in ombra, quindi più umida e fredda. Il percorso può essere affrontato anche nel senso inverso. Adatto, come detto, a molte stagioni, anche in periodi fangosi... Buone pedalate.
http://www.giscover.com/tours/tour/display/13232
E per una piccola anteprima
http://www.youtube.com/watch?v=bYIenpAVT_w
Tecnicamente, una salita di pendenza non difficile (mediamente 6%) abbastanza lunga ma con vari tratti che consentono di rifiatare.
Una splendida panoramica sull'appennino Una discesa per tornare, con fondo buono e di caratteristiche tecniche paragonabili alla salita. La discesa ha tendenza a restare in ombra, quindi più umida e fredda. Il percorso può essere affrontato anche nel senso inverso. Adatto, come detto, a molte stagioni, anche in periodi fangosi... Buone pedalate.
http://www.giscover.com/tours/tour/display/13232
E per una piccola anteprima
http://www.youtube.com/watch?v=bYIenpAVT_w
sabato 1 settembre 2012
Voglia di gita in bici ?
Dalla Romagna alla Toscana
Un percorso ciclo-turistico da affrontare in tutta semplicità.
Serve allenamento e pratica nell'uso della bici, ci sono delle salite da affrontare ma permette una comoda gestione, sia per chi desidera farne un w-end di bici, sia per chi desidera pianificare una gita in più tappe.
Comoda l'opportunità di pianificare tappe anche brevi, comoda anche l'opportunità di poter utilizzare la linea ferroviaria per potersi "aiutare" in caso di difficoltà.(meteo/fatica)
La linea FFSS Faenza-Firenze consente l'opzione treno+bici, anche se occorre sapere che le carrozze non sono in grado di ospitare molte bici.
Ecco i dati necessari a rendere l'idea
Da Alfonsine FFSS a Firenze FFSS sono 146 Km da affrontare con tutta serenità per approfittare degli splendidi scorsi dell'appennino Tosco-Romagnolo. Da Alfonsine a Faenza il tratto è completamente pianeggiante e può essere affrontato in tutto relax,
La prima salita.Faenza-Passo della Colla può essere considerata in due fasi distinte.
Da Faenza a Marradi, tutto sommato è una passeggiata, circa 37 KM con un dislivello di 335 mt (vale a dire una pendenza media di circa 1%)
La fase appenninica inizia a sentirsi dopo Marradi fino al valico della Colla, circa 16 Km di salita impegnativa (una media del 4% ma ci sono tratti insidiosi)
Una comoda discesa fino a Borgo S.Lorenzo per poi affrontare una nuova salita.
La Vetta Croci, che porta alle colline sopra Fiesole, presenta tratti di fondovalle, nel complesso 15 Km circa con pendenza media attorno al 3%, ma le pendenze si concentrano nel tratto finale, dopo Polcanto e con lunghi tratti fino alla vetta. Dalle colline, fino a Fiesole e poi a Firenze, una passeggiata.
Il percorso è reversibile e può essere affrontato sui due versanti.
Il rientro Firenze-Faenza (oppure Faenza - Firenze) si può effettuare in treno.
Qui potete trovare il link al percorso, da scaricare per il Vs GPShttp://www.giscover.com/tours/tour/display/13928
Link dove trovate anche mappa, altimetria etc...
Saluti e bici
Gimondino
Dalla Romagna alla Toscana
Un percorso ciclo-turistico da affrontare in tutta semplicità.
Serve allenamento e pratica nell'uso della bici, ci sono delle salite da affrontare ma permette una comoda gestione, sia per chi desidera farne un w-end di bici, sia per chi desidera pianificare una gita in più tappe.
Comoda l'opportunità di pianificare tappe anche brevi, comoda anche l'opportunità di poter utilizzare la linea ferroviaria per potersi "aiutare" in caso di difficoltà.(meteo/fatica)
La linea FFSS Faenza-Firenze consente l'opzione treno+bici, anche se occorre sapere che le carrozze non sono in grado di ospitare molte bici.
Ecco i dati necessari a rendere l'idea
Da Alfonsine FFSS a Firenze FFSS sono 146 Km da affrontare con tutta serenità per approfittare degli splendidi scorsi dell'appennino Tosco-Romagnolo. Da Alfonsine a Faenza il tratto è completamente pianeggiante e può essere affrontato in tutto relax,
La prima salita.Faenza-Passo della Colla può essere considerata in due fasi distinte.
Da Faenza a Marradi, tutto sommato è una passeggiata, circa 37 KM con un dislivello di 335 mt (vale a dire una pendenza media di circa 1%)
La fase appenninica inizia a sentirsi dopo Marradi fino al valico della Colla, circa 16 Km di salita impegnativa (una media del 4% ma ci sono tratti insidiosi)
Una comoda discesa fino a Borgo S.Lorenzo per poi affrontare una nuova salita.
La Vetta Croci, che porta alle colline sopra Fiesole, presenta tratti di fondovalle, nel complesso 15 Km circa con pendenza media attorno al 3%, ma le pendenze si concentrano nel tratto finale, dopo Polcanto e con lunghi tratti fino alla vetta. Dalle colline, fino a Fiesole e poi a Firenze, una passeggiata.
Il percorso è reversibile e può essere affrontato sui due versanti.
Il rientro Firenze-Faenza (oppure Faenza - Firenze) si può effettuare in treno.
Qui potete trovare il link al percorso, da scaricare per il Vs GPShttp://www.giscover.com/tours/tour/display/13928
Link dove trovate anche mappa, altimetria etc...
Saluti e bici
Gimondino
mercoledì 22 agosto 2012
Una bici usata – come fare – cosa verificare
Di Roberto Babini
cicloguide@racine.ra.it
In un precedente
articolo http://cicloguidelugo.blogspot.it/2012_08_13_archive.html
si è parlato diffusamente dei dubbi che sono connessi alla scelta di
una nuova bici, che tipo di materiale, misura del telaio, insomma quale debba
essere la bici più adatta ai propri requisiti ed al tipo di utilizzo che
intendiamo farne.
Nel momento in cui abbiamo, per così dire,
individuato la bici che fa al nostro caso, occorre non dimenticare (portamonete
alla mano) che esiste anche il “mondo dell’usato”.
Come accade per il
mercato dell’auto, anche nelle bici esistono diverse opportunità di acquistarne
una di seconda mano ed ottenere comunque un mezzo di buona qualità,
risparmiando sul prezzo.
Molti sportivi, cambiano
spesso la bici, alcuni magari solo per seguire la “moda” comprano un nuovo
modello e lo rivendono nel giro di uno o due anni.
E' abbastanza facile
trovare bici usate di alto livello, con costi accessibili.
Anche come primo
acquisto, l’ipotesi dell'usato non è da scartare ma occorre fare attenzione a
diversi particolari.
Ecco una piccola lista
di suggerimenti per cercare di uscirne soddisfatti e non gabbati.
Il presupposto per
l’acquisto non deve essere il prezzo appetibile, occorre sempre ricordare che
si tratta di trovare la bici più adatta ai nostri requisiti, quindi per evitare
problemi successivi, trovarla della misura adatta al nostro fisico.
Questo significa, a meno
di non essere fortunelli, che occorrerà spendere un poco di tempo, visitare
diversi negozi, leggere diverse inserzioni, insomma avere un poco di pazienza e
saper attendere la giusta occasione.
Conviene sempre
informarsi, preventivamente, sui prezzi di listino dei modelli in modo da
valutare concretamente (in soldoni) di quale risparmio si parli, in genere la
differenza dal prezzo di listino dovrebbe aggirarsi su un minimo del 30%.
Se siete interessati ad
un’inserzione, ricordate che occorrerà prendere in considerazione anche i costi
di una trasferta (magari anche non breve) per incontrare l’offerente e
visionare di persona che la bici soddisfi le vostre giuste esigenze.
In negozio, chiedete
informazioni sul precedente proprietario, come usava la bici e per quale motivo
ha venduto.
Un piccolo giretto è
sempre d’obbligo, quindi chiedete sempre di provarla, magari solo nel cortile
del negozio o dell’abitazione del privato, verificate scricchiolii “sospetti”.
Se acquistate da un
privato attenzione al pagamento:
ü
Se intendete pagare con assegno, è
probabile che il venditore chieda di trattenere la bici a titolo di garanzia,
fino al momento in cui l’assegno non gli verrà accreditato.
ü
Attenzione alle bici rubate.
Prima
di sborsare del denaro sonante, se il prezzo è davvero troppo allettante per
essere credibile occorre sospettare.
Innanzitutto verificate il numero di telaio che ogni bici deve
avere.
Si
tratta di un numero inciso nel telaio, di solito, si trova sulla scatola del
movimento centrale oppure sul forcellino posteriore, se il numero è stato
limato oppure è irriconoscibile il sospetto è più che fondato.
La
furbizia non mette al riparo, oltre ad essere perseguibili per legge (che non
ammette ignoranza) state solo favorendo un furto e magari potreste essere la
prossima vittima, uomo avvisato…
Ma cosa devo controllare
per verificare che la bici sia “a posto” ?
Un minimo di rischio
nell’acquisto di un usato esiste sempre, un usato (occorre ricordarlo) non ha
garanzia, quindi è bene spendere più tempo nei controlli preliminari, nel caso
di incertezza meglio farsi “aiutare” da un amico più esperto oppure desistere.
Ecco una piccola lista
di controlli, chiamiamolo (per restare in ambito ciclistico) un tour di
controllo della bici in esame in 10 tappe.
lunedì 20 agosto 2012
Percorsi turistici

Per la nostra serie delle "segnalazioni di servizio"
Questa volta tocca alla Svizzera
Per chi volesse pianificare ferie, per chi avesse da trasportare valuta oltreconfine... :-)
http://www.veloland.ch/it/routen_list.cfm?tour=route&art=national
Buone pedalate
Per la nostra serie delle "segnalazioni di servizio"
Questa volta tocca alla Svizzera
Per chi volesse pianificare ferie, per chi avesse da trasportare valuta oltreconfine... :-)
http://www.veloland.ch/it/routen_list.cfm?tour=route&art=national
Buone pedalate
domenica 19 agosto 2012
Arriva la bici-strada tedesca, l’autostrada delle bici
In Germania si parla di nuovo di mobilità: 60 km di bici-strada a zero
emissioni.
Un'ampia carreggiata destinata esclusivamente alle biciclette che collega non solo le vie interne alla città, ma ne unisce addirittura due:
Dortmund e Duisburg, i due centri industriali più importanti e popolati della federazione.
Un'ampia carreggiata destinata esclusivamente alle biciclette che collega non solo le vie interne alla città, ma ne unisce addirittura due:
Dortmund e Duisburg, i due centri industriali più importanti e popolati della federazione.
E' un progetto che la Germania ha realizzato per
decongestionare l'autostrada del Nord Reno Westphalia (A40), il tratto stradale
tra i più trafficati della Germania che già collega Dortmund a Duisburg e che
quotidianamente è utilizzata dai pendolari.
L'autostrada A40 si blocca, infatti, molto spesso - per questo è anche chiamata l'autostrada delle lumache - raggiungendo decine di chilometri di coda e comportando gravi danni alla gestione della mobilità cittadina e dell'inquinamento atmosferico.
L'autostrada A40 si blocca, infatti, molto spesso - per questo è anche chiamata l'autostrada delle lumache - raggiungendo decine di chilometri di coda e comportando gravi danni alla gestione della mobilità cittadina e dell'inquinamento atmosferico.
Sarà chiamata Radler-B1, o Rad-B1, sarà realizzata quasi in
parallelo all’autostrada A40. Lunga 60 km e larga 5 metri . Completamente
asfaltata, in gran parte senza incroci e illuminata nelle ore notturne; una
scelta assolutamente ecologica per collegare i due grossi centri urbani in un
paio d’ore. Fortemente voluta dai tedeschi e messa a punto con le maggiori
norme di sicurezza, la Rad-B1 vuole proprio invogliare molti a lasciare a casa
la macchina e montare in bici. E' quello che afferma anche il Responsabile
della Mobilità di Dortmund, Winfried Sagolla: "Se vogliamo che gli
automobilisti si convertano alle biciclette, dobbiamo fare in modo di offrire
loro veri e propri vantaggi e strade dagli standard elevati".
Il progetto è frutto anche dell'attenzione che la Germania
ha nei confronti dell'ambiente. Grazie al grande uso delle biciclette riescono
a limitare l'inquinamento del traffico automobilistico cittadino. Bisogna
riconoscere che la Germania è certamente uno dei Paesi europei più sensibili
all'ambiente e alla circolazione sostenibile, basti pensare al successo del
partito dei Verdi che negli ultimi anni ha conquistato una buona porzione di
elettorato in tutta la Germania.
Facciamo il solio misero paragone con l'Italia
Da una recente indagine emerge che i ciclisti urbani arriverebbero a 25 milioni. Con un aumento dell'uso delle bici si iniziano a chiedere, soprattutto al nord, anche più piste ciclabili e maggiori norme per la sicurezza, evitando di rischiare la vita a ogni incrocio.
Da una recente indagine emerge che i ciclisti urbani arriverebbero a 25 milioni. Con un aumento dell'uso delle bici si iniziano a chiedere, soprattutto al nord, anche più piste ciclabili e maggiori norme per la sicurezza, evitando di rischiare la vita a ogni incrocio.
La "bici-strada", o strada veloce per biciclette
non è un primato solo tedesco.
Esiste un progetto bici-strada tutta italiana che dovrebbe collegare Bologna a Verona lungo la vecchia ferrovia. Un primo tratto del percorso - da San Giovanni in Persiceto a Crevalcore - è già stato finanziato, ma i lavori "pare tardino a partire" (che sorpresa !). L’accordo prevede la presa in comodato d’uso gratuito dell'area dismessa da Rfi da parte delle Province.
Esiste un progetto bici-strada tutta italiana che dovrebbe collegare Bologna a Verona lungo la vecchia ferrovia. Un primo tratto del percorso - da San Giovanni in Persiceto a Crevalcore - è già stato finanziato, ma i lavori "pare tardino a partire" (che sorpresa !). L’accordo prevede la presa in comodato d’uso gratuito dell'area dismessa da Rfi da parte delle Province.
Molto probabilmente non raggiungerà la portata della Rad-B1,
sarebbe un primo passo per andare incontro alle necessità dei numerosi
ciclisti presenti nel nostro paese che sempre più scelgono la bici come mezzo
per restare in forma e per ovviare all'ormai irrefrenabile corsa al caro
benzina.
La Rad-B1 Dortmund-Duisburg sarà realizzata entro il
2021. C'è da esserne certi che per
quella data l'autostrada sarà terminata e percorribile.
Da noi... campa cavallo
Da noi... campa cavallo
venerdì 17 agosto 2012
Francia, le piste ciclabili valgono 1,9 miliardi
E danno da lavorare a oltre 16mila persone
Un fenomeno in crescita grazie al boom dei turisti appassionati delle due ruote e a una rete che supera i settemila chilometri. Che entro i prossimi otto anni saranno 20mila
Le reti ciclabili sono un'opportunità non solo per il turismo ma
anche per l'occupazione.
In Francia, secondo quanto riporta l'agenzia Adnkronos
si stima che il mercato rappresenti un fatturato di 1,9 miliardi di euro e
generi 16.500 posti di lavoro.
Uno studio 'Atout France' citato dal quotidiano
economico francese 'Les Echos' sostiene che i 'velo touristes', i cosiddetti
ciclo turisti, spendono mediamente dai 61 euro, per i turisti che soggiornano
nel posto, ai 75 euro al giorno, per i ciclisti itineranti contro 54 euro per i
turisti 'classici'. Un nuovo tipo di turismo che permette di allungare la
stagione turistica, che si estende da metà aprile a fine ottobre, e che offre
ottime prospettive per il futuro.
I turisti stranieri, scrive il quotidiano francese,
"spesso in possesso di un forte potere d'acquisto approfittano delle
infrastrutture ciclabili per scoprire la Francia", che possiede circa 7.000 chilometri
di percorsi ciclo-pedonali e che entro il 2020 dovrebbe possederne 20.000 come
previsto da un progetto nazionale aggiornato nel maggio del 2010. Comunque
ancora lontani da record della Germania: con i suoi 40mila chilometri di piste
ciclabili generano un indotto di 9 miliardi.
Ma non si tratta solodi un fenomeno turistico. C'è di mezzo
anche la recessione. "Con la riduzione del potere d'acquisto dei francesi
legata alla crisi, le piste cliclabili possono rappresentare anche un ottimo
mezzo per spostarsi e partire in vacanze low cost", sottolinea al quotidiano
l'Adrc, l'associazione dei dipartimenti e delle regioni ciclabii associata alla
realizzazione di queste infrastrutture. Sempre più francesi scelgono la bici
per spostarsi: sono già circa 24 milioni i francesi che usano la bicicletta e
che ogni anno percorrono mediamente 85 chilometri .
In Italia?
Si può stendere un velo pietoso sui3.200 chilometri
totali.
Ad esempio il progetto del Politecnico di Milano, la 'bicistrada' di679 km
tra Venezia e Torino, la cosiddetta 'VenTo': è pronto fino all'ultimo dettaglio
del progetto esecutivo, ma mancano sia i fondi per realizzarla sia,
soprattutto, la volontà delle quattro regioni che attraversa di dare il via
formale alla realizzazione.
Si può stendere un velo pietoso sui
Ad esempio il progetto del Politecnico di Milano, la 'bicistrada' di
Si tratta di un progetto immediatamente cantierabile, dal
costo esiguo (80 milioni in tre anni) e capace di generare, secondo le
proiezioni del Politecnico, ben 100 mln di indotto l'anno solo dai 155.000
turisti stimati, senza parlare della quantità di posti di lavoro che verrebbero
creati dalla sua realizzazione, ancora non stimati.
Servirebbero FATTI non pugn....
giovedì 16 agosto 2012
Per chi cerca nuovi percorsi
Segnaliamo
Un sito che condivide itinerari cicloturistici italiani.
I contenuti del sito (70460 km di itinerari) sono organizzati geograficamente: per visualizzare le piste ciclabili e' sufficiente scegliere una regione, una provincia, ed eventualmente un comune.
I tracciati sono forniti di un minimo di road book (stampabile)
Per chi è attrezzato di navigatore, scaricabili anche i files formato GPX
Buone pedalate
lunedì 13 agosto 2012
Una bici nuova –
suggerimenti per l’acquisto.
di Roberto Babini
cicloguide@racine.ra.it www.racine.ra.it/cicloguidelugo
Non è facile sopravvivere nel
mare delle offerte ed all’oceano dei dubbi che emergono quando si viene
sfiorati dall’idea dell’acquisto di una nuova bici e non crediate che tutti
questi dubbi colpiscano solo i neofiti, anzi.
Novità nei materiali, esperienze precedenti, suggerimenti
di amici e consigli di esperti sono in genere il preambolo ad altre titubanze e
l’indecisione sul da farsi aumenta.
Quelli che seguono sono solo
suggerimenti, probabilmente sono banalità per i più esperti ma spero
contribuiranno a fare ordine su alcune questioni.
Già nel numero inaugurale della
rivista si è parlato delle differenti tipologie di bici e dell’importanza di
scegliere una bici adatta alle proprie esigenze ed alla propria attività
sportiva.
L’evoluzione dei materiali ha
notevolmente contribuito a migliorare le bici andando incontro alle necessità
del ciclista ma, in alcuni casi, ha anche contribuito a creare ancora più
confusione quando ci si appresta ad un nuovo acquisto.
Restare aggiornati sui materiali
e le novità degli accessori è davvero un’impresa anche per i professionisti e
gli appassionati e molto spesso occorre sperimentare prima di esprime un
giudizio, come proverbio recita “provare per credere”.
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